Il Ministero del Lavoro egiziano ha lanciato procedure comuni per il reclutamento di lavoratori all’estero e la gestione dei reclami contro le agenzie di reclutamento o i datori di lavoro. L’iniziativa, annunciata dall’Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) il 13 ottobre 2026, beneficia del sostegno tecnico dell’organizzazione e di finanziamenti europei attraverso il programma THAMM Plus. Le autorità puntano a migliorare i servizi per gli egiziani in cerca di lavoro all’estero e a prevenire gli abusi nel reclutamento.
In sintesi, l’Egitto ha lanciato procedure comuni per le offerte di lavoro all’estero, il sostegno ai lavoratori prima e dopo la partenza, la supervisione delle agenzie e la gestione dei reclami contro reclutatori o datori di lavoro. L’iniziativa mira a prevenire gli abusi. Il Ministero aveva messo in guardia dalle offerte false e aveva precisato che l’iscrizione alle opportunità di lavoro offerte direttamente da esso è gratuita. La legge egiziana consente alle agenzie private autorizzate di addebitare spese amministrative pari al massimo all’1% dello stipendio del lavoratore, esclusivamente per il primo anno. Il principio dell’OIL raccomanda che i lavoratori non sostengano i costi del reclutamento. La componente regionale dell’OIL di THAMM Plus dispone di 5.375.000 dollari di finanziamenti UE per Egitto, Marocco e Tunisia, nel periodo novembre 2023–ottobre 2027. Non è indicata una dotazione separata per le procedure egiziane. L’annuncio non precisa i termini per la gestione dei reclami e non comunica il lancio di un nuovo portale dedicato. Le procedure non garantiscono automaticamente un visto o un posto di lavoro nell’UE e i loro effetti non sono ancora presentati come risultati misurati.
Secondo l’OIL, le procedure stabiliscono responsabilità, moduli standardizzati e percorsi amministrativi comuni per il personale ministeriale. Riguardano l’individuazione delle offerte di lavoro in altri Paesi, l’assistenza prima della partenza e durante il rapporto di lavoro, la supervisione delle agenzie private e la gestione delle segnalazioni. Sono interessati i servizi per l’occupazione all’estero, la rappresentanza dei lavoratori oltre confine e l’ispezione del lavoro.
I rischi che le autorità cercano di ridurre emergono anche nell’avvertimento del Ministero del Lavoro del 10 giugno 2026, ripreso dal portale ufficiale del governatorato del Cairo. Il Ministero ha segnalato annunci falsi e intermediari non autorizzati che chiedono denaro per formalità relative all’assunzione o al viaggio. Ha chiesto di utilizzare i canali ufficiali e ha precisato che l’iscrizione alle opportunità di lavoro offerte direttamente dal Ministero è gratuita.
Per le agenzie private, tuttavia, il quadro giuridico deve essere illustrato separatamente. La legge sul lavoro n. 14 del 2025, entrata in vigore il 1° settembre 2025, disciplina il reclutamento di egiziani per posti di lavoro nel Paese e all’estero. Prevede l’autorizzazione delle agenzie e consente la revoca della licenza, tra l’altro, per la pubblicazione di offerte fittizie o la riscossione di somme contrarie alla legge.
L’articolo 43 vieta, come regola generale, di riscuotere direttamente o indirettamente denaro dal lavoratore per il collocamento, consentendo che il servizio sia pagato dal datore di lavoro. Lo stesso articolo introduce un’eccezione per le agenzie private autorizzate, che possono addebitare spese amministrative pari al massimo all’1% dello stipendio del lavoratore, esclusivamente per il primo anno. La riscossione di altre somme dal lavoratore, sotto qualsiasi denominazione, è vietata.
Il principio promosso dall’OIL è più rigoroso. Le sue linee guida sul reclutamento equo raccomandano che i lavoratori e le persone in cerca di occupazione non sostengano oneri di reclutamento o costi associati. Il documento costituisce di per sé un riferimento internazionale non vincolante e la sua raccomandazione non deve essere confusa con l’eccezione consentita dalla legge egiziana. Queste linee guida sostengono inoltre contratti chiari, informazioni accessibili e meccanismi per la presentazione dei reclami e la riparazione degli abusi.
Nella dichiarazione inclusa nel comunicato di lancio, il ministro Hassan Raddad presenta le procedure come un passo verso la modernizzazione dei servizi e la tutela dei diritti degli egiziani che lavorano all’estero. Eric Oechslin, direttore dell’ufficio dell’OIL al Cairo, pone l’accento sulla capacità delle istituzioni di applicare le regole. Secondo la sua valutazione, le tutele giuridiche devono essere sostenute da procedure pratiche e da istituzioni preparate a utilizzarle nell’attività quotidiana.
Per la Delegazione dell’UE in Egitto, Sébastien Lorion, responsabile per l’inclusione sociale, la governance e la migrazione, collega la trasparenza delle procedure allo sviluppo di canali sicuri e legali per la mobilità dei lavoratori, anche verso il mercato europeo. La cooperazione è sostenuta attraverso THAMM Plus, che comprende la preparazione delle istituzioni, lo sviluppo delle competenze e il riconoscimento delle qualifiche.
La componente regionale di THAMM Plus attuata dall’OIL in Egitto, Marocco e Tunisia dispone di un bilancio di 5.375.000 dollari, finanziato dall’Unione europea, e si svolge tra il 1° novembre 2023 e il 31 ottobre 2027. La somma copre le attività della componente nei tre Paesi. La scheda del progetto non indica una dotazione separata per le procedure egiziane.
Le procedure sono state sviluppate attraverso la cooperazione tra il Ministero e l’OIL, iniziata nella prima fase di THAMM, e sono state aggiornate per riflettere la legislazione del 2025 e i relativi decreti, secondo l’organizzazione. L’annuncio non istituisce un nuovo diritto a un visto o a un posto di lavoro nell’UE. L’accesso al lavoro in uno Stato europeo continua a dipendere dalle condizioni applicabili alla categoria di lavoratori e al Paese di destinazione.
Per la gestione dei reclami, il comunicato conferma l’esistenza di una componente amministrativa comune, ma non precisa i termini per la loro definizione e non annuncia un nuovo portale dedicato. L’OIL afferma che le procedure potranno essere riviste sulla base dell’esperienza di applicazione, dei cambiamenti legislativi e della digitalizzazione dei servizi. Il lancio stabilisce quindi il quadro operativo dell’amministrazione, mentre gli effetti sulla tutela dei lavoratori restano da valutare nella sua applicazione.
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