Le violenze delle manifestazioni in Francia, Italia e Belgio hanno provocato lunedì 19 ottobre un acceso dibattito al Parlamento europeo, tra accuse sul ruolo dei gruppi radicali e appelli a non confondere le rivendicazioni sociali con le distruzioni. Nicolae Ștefănuță ha difeso il diritto degli studenti a protestare, in uno scambio di battute con l’eurodeputato polacco Marcin Sypniewski. Katarina Barley, che presiedeva la seduta a Strasburgo, è intervenuta in merito al linguaggio utilizzato da alcuni oratori e ha annunciato che avrebbe trasmesso le osservazioni alla presidente del Parlamento per un esame.
In breve
1. Il Parlamento europeo ha discusso il 19 ottobre delle violenze in Francia, Italia e Belgio, sullo sfondo delle controversie riguardanti la responsabilità politica, l’ordine pubblico e il diritto di protestare. Il titolo proposto dal PPE e sostenuto dall’ECR è stato approvato per l’ordine del giorno; non si tratta di un accertamento giudiziario.
2. Nicolae Ștefănuță ha difeso il diritto dei giovani e le rivendicazioni degli studenti riguardanti l’istruzione, in uno scambio di battute con Marcin Sypniewski (ESN). Quest’ultimo ha risposto che la distruzione della proprietà altrui non può essere giustificata.
3. Gli interventi di François-Xavier Bellamy (PPE) e Christophe Clergeau (S&D) hanno illustrato il disaccordo sulla responsabilità politica e sulla gestione delle proteste, insieme alla condanna delle violenze.
4. Katarina Barley ha annunciato l’esame di alcune osservazioni di Nicolas Bay, Petra Steger e Fabrice Leggeri. Nel caso di Bay, ha precisato che stava reagendo alla traduzione tedesca.
5. Il resoconto stenografico registra la revoca della parola a Petra Steger e, successivamente, a Manon Aubry. Queste misure immediate sono distinte da una sanzione definitiva ai sensi dell’articolo 183, che il resoconto stenografico non conferma.
6. Il dibattito non ha prodotto una risoluzione o una nuova legge sulle manifestazioni. Le accuse pronunciate in plenaria devono essere attribuite agli oratori; la responsabilità per gli incidenti viene stabilita dalle autorità competenti sulla base delle prove.
La controversia è iniziata già con la definizione dell’ordine del giorno. L’Aula ha respinto le proposte dei gruppi Patrioti per l’Europa, La Sinistra e Socialisti e Democratici, poi ha approvato la formulazione proposta dal Partito Popolare Europeo, sostenuta dai Conservatori e Riformisti Europei. Il titolo adottato attribuiva le più recenti violenze antidemocratiche ai gruppi radicali di estrema sinistra e includeva le conseguenze sull’ordine pubblico e sul legittimo diritto di protestare. Il voto ha stabilito il tema del dibattito; non rappresenta un accertamento giudiziario sugli autori di ciascun incidente.
François-Xavier Bellamy, intervenendo a nome del PPE, ha posto al centro del suo intervento le perdite di un commerciante di Montpellier e ha accusato una parte della sinistra di giustificare la violenza. Christophe Clergeau, a nome di S&D, ha condannato le violenze contro i manifestanti e le forze dell’ordine, ma ha criticato anche la gestione delle proteste da parte del governo francese. Ha chiesto dialogo e risposte alle rivendicazioni dei giovani. Questi interventi esprimono le posizioni politiche degli oratori, non le conclusioni di un’inchiesta del Parlamento.
Ștefănuță è intervenuto mediante la procedura del cartellino blu, che consente domande e repliche tra deputati, dopo il discorso di Marcin Sypniewski, del gruppo Europa delle Nazioni Sovrane (ESN). L’eurodeputato romeno gli ha rimproverato il tono utilizzato contro i manifestanti, paragonandolo al discorso del generale Wojciech Jaruzelski contro coloro che sostenevano Solidarność. Ha insistito sul fatto che i giovani hanno motivi per scendere in strada e hanno il diritto di formulare le proprie rivendicazioni.
Nella risposta, Sypniewski ha sostenuto che nessuno ha il diritto di distruggere la proprietà altrui e ha richiamato i danni subiti dai commercianti e il patrimonio danneggiato. Ștefănuță gli ha replicato che non aveva affrontato la situazione degli studenti e le loro richieste riguardanti l’istruzione. Lo scambio di battute si è quindi concentrato sulle rivendicazioni degli studenti e sul loro diritto di protestare.
L’eurodeputato indipendente romeno è copresidente del gruppo Verdi/Alleanza libera europea dal 6 ottobre 2026, insieme a Terry Reintke. Il suo intervento si è inserito in un dibattito nel quale diversi deputati hanno chiesto sia la condanna degli attacchi e delle distruzioni, sia il mantenimento della distinzione tra i loro autori e i partecipanti che esprimono pacificamente il proprio malcontento.
La presidenza della seduta è intervenuta più volte sul linguaggio utilizzato. Dopo il discorso di Nicolas Bay, del gruppo ECR, Barley gli ha chiesto di parlare rispettosamente delle persone. Ha precisato che stava reagendo a un termine udito nella traduzione tedesca e ha annunciato la trasmissione dell’incidente alla presidente del Parlamento, che avrebbe valutato le eventuali conseguenze. La sua reazione riguardava quindi la traduzione udita in Aula, senza stabilire il significato giuridico dell’espressione originale in francese.
Successivamente, il resoconto stenografico registra la revoca della parola a Petra Steger, del gruppo Patrioti per l’Europa (PfE). Barley ha definito inappropriato associare i colleghi ai terroristi e ha annunciato che avrebbe sottoposto anche questa osservazione a esame. Dopo l’intervento di Fabrice Leggeri, anch’egli del PfE, che aveva associato gli avversari di estrema sinistra alle organizzazioni violente, Barley ha chiesto di evitare di definire i colleghi terroristi o alleati dei terroristi e ha parlato di una terza osservazione da esaminare.
Barley ha poi revocato la parola anche a Manon Aubry, del gruppo La Sinistra, chiedendole di formulare un richiamo al regolamento, non una dichiarazione politica. Ha spiegato che chi presiede la seduta segnala alla presidente le formulazioni ritenute inappropriate, mentre quest’ultima può esprimere una valutazione diversa. L’invio delle osservazioni all’esame non equivale a un accertamento definitivo di una violazione.
L’articolo 182 del Regolamento prevede misure immediate per il mantenimento dell’ordine, tra cui il richiamo all’ordine e, alle condizioni previste dal testo, la revoca del diritto di parola. L’articolo 183 disciplina le sanzioni e prevede una decisione motivata della presidente del Parlamento, dopo che il deputato interessato ha avuto la possibilità di presentare osservazioni. Il resoconto stenografico del 19 ottobre conferma misure immediate e annunci relativi all’esame di alcune osservazioni, ma non conferma una sanzione definitiva ai sensi dell’articolo 183.
Il dibattito non si è concluso con l’adozione di una risoluzione o di una nuova legge sulle manifestazioni o sull’intervento della polizia. Il fascicolo 2026/2943(RSP) registra il dibattito e la conclusione della procedura il 19 ottobre. Il voto iniziale sull’ordine del giorno non deve essere confuso con l’approvazione di una posizione finale su tutte le dichiarazioni pronunciate in plenaria.
Le accuse pronunciate in plenaria sulla responsabilità di alcuni gruppi restano le posizioni di coloro che le hanno formulate. L’identificazione delle persone responsabili degli incidenti e l’esame delle prove spettano alle autorità competenti; il dibattito parlamentare non sostituisce tale processo.
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