Migliaia di licei sono stati bloccati in Francia e centinaia di migliaia di manifestanti hanno marciato per le strade, venendo dispersi dalla polizia. Che cosa chiedono gli studenti francesi, chi li ha sostenuti e come la stampa rumena ed europea ha descritto la rivolta.
«Troppo giovani per votare, abbastanza grandi per essere sottoposti ai gas lacrimogeni», si leggeva martedì su un cartello portato per Parigi, in un corteo con decine di migliaia di studenti delle scuole superiori. Le loro richieste sono quasi banali: insegnanti supplenti, classi più piccole, edifici senza topi.
Una valutazione realizzata tramite la piattaforma NewsVibe, che integra tecnologie di intelligenza artificiale per l’analisi dei contenuti dei mass media e dei social network, ha indicato la pubblicazione di 1.700 articoli, tra l’8 settembre e l’8 ottobre, in 7 Paesi. Il tono è fortemente negativo: 76% negativo, 18% neutro e solo 6% positivo.

Tutte le fonti nella classifica hanno un punteggio di tono negativo, tra -0,7 e -1,0:
Romania: Agerpres ha il maggior numero di articoli (113, tono -0,7). Gândul, Știripesurse e Digi24 hanno il tono più negativo (-1,0). Știrile ProTV (-0,9) e News.ro (-0,8) seguono.
Francia: Sud Ouest ha -1,0, France Bleu -0,8, mentre Ouest-France e Le Dauphiné hanno -0,7.
Italia: Il Post e Corriere della Sera hanno -0,9, La Stampa -0,8, Il Messaggero -0,7.
Un tono negativo non significa automaticamente che gli studenti siano stati condannati. Il punteggio misura soprattutto il vocabolario utilizzato («caos», «violenze», «arresti»).

Che cosa chiedono gli studenti
Insegnanti e personale: più insegnanti e sostituzione degli assenti. Gli studenti dicono di aspettare settimane intere un supplente.
Classi più piccole: le classi hanno 32–35 studenti.
Orario più breve: la giornata scolastica può durare dalle 8:00 alle 18:00.
Edifici ristrutturati: infiltrazioni, topi, mancanza di banchi e sedie.
Parcoursup e università: abolizione della selezione attraverso Parcoursup e 250.000 posti in più all’università.
Rivendicazioni locali: mensa a 1 euro, un reddito di autonomia e l’assunzione di personale educativo.
Uguaglianza: un’istruzione paritaria nei quartieri poveri.
Il movimento è iniziato il 17 settembre al liceo Saint-Exupéry di Créteil, a sostegno degli insegnanti in sciopero.
I sindaci e gli insegnanti
Bally Bagayoko, sindaco LFI di Saint-Denis: era presente ai blocchi. Ha limitato i danni provocati dai cassonetti incendiati e si è interposto tra la polizia e gli studenti. Il municipio ha messo a disposizione transenne e impianti audio. Ha detto «Ils ont raison de se battre» («hanno ragione a lottare») e ha criticato la reazione brutale della polizia.
Emmanuel Grégoire, sindaco di Parigi: ha aperto i municipi di arrondissement per gli incontri degli studenti e ha chiesto una «de-escalation».
Gli insegnanti:
Snes-FSU, CGT, FO e Sud hanno dichiarato sciopero a sostegno degli studenti.
In Alsazia, genitori e insegnanti hanno detto: «hanno rivendicazioni chiare, che condividiamo».
Gândul ha riferito che genitori e insegnanti hanno formato una catena umana per proteggere gli studenti.
Chi ha criticato gli studenti e la sinistra
Le Figaro (destra):
Ha pubblicato in esclusiva una nota dei servizi d’intelligence: il movimento sarebbe una «strumentalizzazione» orchestrata dall’estrema sinistra.
Un titolo afferma che gli studenti sono «chauffés à blanc par LFI» («infiammati al massimo da LFI»).
Ha citato François-Xavier Bellamy, che ha definito il movimento un «laboratorio del caos».
CNews e Le JDD (gruppo Bolloré):
Hanno ripreso l’idea del governo secondo cui si tratta di una «manovra di LFI e dell’ultra-sinistra» e la dichiarazione di Nuñez secondo cui le proteste «assomigliano a violenze urbane».
Hanno commissionato un sondaggio CSA: il 55% dei francesi ritiene che gli studenti siano manipolati da LFI. Bagayoko e il deputato LFI Louis Boyard vengono nominati direttamente.
Il governo: il premier Lecornu e il ministro dell’Istruzione, Geffray, hanno accusato LFI di «strumentalizzazione politica dei giovani».
In Romania, la stampa non ha preso parte alla disputa politica. Il tono negativo deriva dall’accento posto sulla violenza e sul caos. Gândul ha scelto titoli come «preside di liceo cosparso di benzina» o «neonato ferito». Digi24 ha titolato «Caos alle proteste degli studenti». Tuttavia, entrambe le pubblicazioni hanno spiegato anche le richieste degli studenti.
Chi è stato equilibrato o empaticoEquilibrati:
Reuters, AFP, BBC e Agerpres (che riprende in gran parte AFP) hanno riferito i fatti. Reuters ha precisato che le richieste «non riguardano la religione o l’immigrazione».
Le Monde ha concluso che il movimento dei quartieri popolari è «accompagnato, ma non manipolato» dai politici.
Più vicini agli studenti:
France 3 Régions e Al Jazeera hanno dato voce agli studenti e riferito sui gas lacrimogeni.
AFP ha citato Amnesty International, che ha parlato di «repressione poliziesca sproporzionata».
USA: NYT, NPR, CBS e Time hanno trattato l’argomento come una crisi del sottofinanziamento, con un tono generalmente simpatetico.
CNBC è stata l’eccezione. Ha posto l’accento sulla violenza e sul debito pubblico, con il titolo «A violent classroom revolt is becoming France's next big crisis» («Una rivolta violenta nelle classi sta diventando la prossima grande crisi della Francia»).
ConclusioneGli studenti sono stati raramente «demonizzati» direttamente. La stampa ha criticato soprattutto le violenze, che provenivano da una minoranza, e la sinistra radicale (LFI), accusata di averli manipolati. Le richieste degli studenti sono state ampiamente riconosciute, persino dal governo Lecornu, che ha chiesto ai ministri proposte entro la fine di ottobre. Il tono negativo del 76% rilevato da NewsVibe riflette soprattutto l’accento sugli scontri, gli arresti e i feriti.
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