Nicolae Ștefănuță chiede contributi equi al bilancio dell’UE da parte delle grandi aziende digitali e dei grandi inquinatori. Nella plenaria di Strasburgo, l’eurodeputato ha difeso gli investimenti climatici e ha chiesto unità di fronte alla minaccia russa, richiamando le preoccupazioni di Romania e Bulgaria. Il discorso non stabilisce aliquote fiscali o stanziamenti di bilancio, e il finanziamento europeo per il periodo 2028–2034 resta in fase di negoziazione.
L’eurodeputato rumeno Nicolae Ștefănuță ha chiesto mercoledì 21 ottobre 2026, a Strasburgo, che i giganti digitali e i grandi inquinatori contribuiscano equamente al finanziamento dell’Unione europea. Nel dibattito del Parlamento europeo sulla riunione del Consiglio europeo del 15–16 ottobre, il rappresentante del gruppo Verdi/Alleanza libera europea (Greens/EFA) ha sostenuto il rafforzamento del bilancio comune, la difesa degli investimenti climatici e l’unità europea di fronte alla minaccia russa. L’appello si inserisce nei negoziati sul quadro finanziario pluriennale 2028–2034 e non rappresenta l’adozione di nuove imposte o stanziamenti di fondi.
In breve
Nicolae Ștefănuță chiede che le grandi aziende digitali e i grandi inquinatori paghino un contributo equo al finanziamento dell’Europa. Il discorso non indica un’aliquota, una base di calcolo o una somma da riscuotere.
L’eurodeputato difende il Green Deal e gli investimenti nelle energie rinnovabili, collegando le politiche climatiche al costo della vita e del riscaldamento. Chiede al presidente del Consiglio europeo, António Costa, di sostenere un bilancio in grado di rispondere alle crisi.
Sul piano della sicurezza, Ștefănuță richiama la minaccia russa, i rischi associati ai droni e le preoccupazioni della popolazione di Romania e Bulgaria, chiedendo unità europea.
L’UE dispone già di risorse proprie. La creazione di nuove categorie di entrate richiede una decisione unanime del Consiglio, la consultazione del Parlamento europeo e l’approvazione degli Stati membri secondo le loro norme costituzionali.
Il bilancio dell’UE per il periodo 2028–2034 resta in fase di negoziazione. Il regolamento finale richiede l’unanimità in Consiglio e l’approvazione del Parlamento europeo; il discorso non stabilisce finanziamenti aggiuntivi per la Romania.
Rivolgendosi direttamente ad António Costa, Ștefănuță ha sostenuto che le priorità europee devono essere accompagnate dalle risorse necessarie alla loro attuazione. Ha richiamato la crisi del costo della vita, le difficoltà di accesso agli alloggi, i prezzi dell’energia e gli incendi della vegetazione come esempi delle pressioni a cui l’Unione deve rispondere. Il suo argomento è che un bilancio insufficiente limiterebbe la capacità dell’Europa di intervenire a favore dei cittadini.
Le politiche climatiche hanno occupato un posto centrale nell’intervento. Ștefănuță ha sostenuto che la riduzione dei costi dell’energia rinnovabile e il peso delle bollette del riscaldamento giustificano il mantenimento degli investimenti in questo settore. Ha chiesto alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, di difendere il Green Deal, che ha presentato come una visione economica. Il discorso non ha annunciato una misura per ridurre immediatamente le bollette né risparmi quantificati per le famiglie.
Per finanziare le priorità europee, l’eurodeputato ha chiesto un contributo equo ai giganti digitali, criticando la loro influenza sui mercati e sugli elettori. Nello stesso appello ha menzionato i grandi inquinatori che ottengono profitti elevati. Ștefănuță non ha precisato quali imprese siano interessate, quali aliquote si applicherebbero o attraverso quale meccanismo tali contributi arriverebbero al bilancio comune.
L’Unione dispone già di un sistema di risorse proprie, che comprende, tra l’altro, i dazi doganali e contributi calcolati in base all’IVA, ai rifiuti di imballaggi di plastica non riciclati e al reddito nazionale lordo. Nelle proposte per il bilancio 2028–2034, la Commissione ha incluso fonti aggiuntive, come entrate legate alla commercializzazione dei certificati di emissione e un contributo delle grandi imprese. L’appello di Ștefănuță riguarda lo sviluppo delle entrate europee; non stabilisce una nuova imposta e non può essere automaticamente assimilato a uno degli strumenti proposti dalla Commissione.
La creazione di una nuova categoria di risorse proprie richiede una decisione adottata all’unanimità dal Consiglio, previa consultazione del Parlamento europeo. La decisione entra in vigore solo dopo l’approvazione degli Stati membri, conformemente alle loro norme costituzionali. Queste condizioni spiegano perché una richiesta formulata in plenaria non produca, di per sé, obblighi fiscali per le aziende.
Nella parte dedicata alla sicurezza, Ștefănuță ha evocato la minaccia russa e le preoccupazioni delle persone in Romania e Bulgaria, chiedendo agli Stati europei di restare uniti. Ha richiamato i rischi associati ai droni e ha presentato la solidarietà europea come una risposta alla gravità di tali minacce.
Il contesto istituzionale è dato dalla riunione del Consiglio europeo del 15–16 ottobre. Nelle conclusioni adottate, i leader dell’UE hanno riaffermato il sostegno all’Ucraina e hanno discusso di sicurezza, competitività, prezzi dell’energia e futuro bilancio. Per quanto riguarda il quadro finanziario pluriennale, hanno chiesto di proseguire i negoziati per raggiungere un accordo in tempo utile, affinché la legislazione possa essere adottata nel 2027 e i finanziamenti possano iniziare senza interruzioni nel gennaio 2028.
La Commissione europea ha presentato la proposta per il nuovo quadro finanziario pluriennale il 16 luglio 2025, mentre gli Stati membri negoziano il livello della spesa, la distribuzione dei fondi e le entrate che finanzieranno le politiche comuni. L’adozione del regolamento richiede l’unanimità in Consiglio, previa approvazione del Parlamento europeo. L’accordo politico dei leader facilita il processo, ma deve essere seguito dai necessari atti giuridici.
Per la Romania, questi negoziati sono importanti per i finanziamenti destinati alla coesione, all’agricoltura, alle infrastrutture, all’energia e alla sicurezza. Il discorso di Ștefănuță sostiene un orientamento politico riguardo alle entrate e alle priorità dell’Unione, senza stabilire uno stanziamento aggiuntivo per il Paese. Gli effetti concreti dipenderanno dal compromesso sul bilancio e dalla legislazione che sarà adottata.
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