Nicolae Ștefănuță, copresidente del gruppo Verdi/Alleanza Libera Europea al Parlamento europeo, chiede borse Erasmus di almeno 1.000 euro al mese, affinché il sostegno tenga il passo con le spese degli studenti all’estero. Alla conferenza stampa del 20 ottobre, a Strasburgo, l’eurodeputato rumeno ha sostenuto che 700 euro al mese non sono più sufficienti nel contesto del rincaro della vita e ha chiesto che questa questione si rifletta nel futuro bilancio dell’UE. La richiesta è politica; non è stata adottata una soglia europea obbligatoria di 1.000 euro.
In breve
Nicolae Ștefănuță chiede borse Erasmus di almeno 1.000 euro al mese, adattate al costo della vita. La soglia non è una regola adottata.
Il bando nazionale 2026 prevede borse di base di 674 o 606 euro al mese per le mobilità di studio di lunga durata, a seconda della destinazione, oltre a supplementi ammissibili.
Un progetto rumeno di circa 82,8 milioni di lei mira a sostenere almeno 4.000 studenti con minori opportunità nel 2026–2029, attraverso le università.
La Commissione propone 40,8 miliardi di euro per il futuro Erasmus+, mentre la CULT chiede circa 47,39 miliardi. La votazione in plenaria è prevista per il 22 ottobre.
L’intervento arriva prima del dibattito in plenaria sul futuro programma Erasmus+ per il 2028–2034. Il costo di una mobilità comprende alloggio, mantenimento e trasporto, mentre la sovvenzione europea rappresenta un contributo a tali spese. La quota restante da coprire può limitare l’accesso degli studenti che non ricevono sostegno aggiuntivo dalla famiglia o da altre fonti.
Ștefănuță ha collegato l’aumento delle borse ai negoziati per il quadro finanziario pluriennale dell’Unione. La sua richiesta non precisa se la somma di 1.000 euro dovrebbe rappresentare il sostegno di base oppure includere i supplementi concessi ad alcuni partecipanti. Né le categorie interessate né il meccanismo di finanziamento sono stabiliti da questa dichiarazione.
Per gli studenti rumeni, il riferimento pratico rimane il contratto di finanziamento stipulato con l’università. Il bando nazionale Erasmus+ 2026 fissa il sostegno individuale di base per le mobilità di studio di lunga durata a 674 o 606 euro al mese, a seconda della destinazione. Pertanto, per Belgio, Francia, Germania, Italia, Spagna o Portogallo sono previsti 674 euro, mentre per destinazioni come Bulgaria, Croazia, Polonia o Ungheria, 606 euro.
Questi importi nazionali rientrano negli intervalli stabiliti dalla Guida Erasmus+ e non rappresentano il totale possibile per ciascun partecipante. Gli studenti con minori opportunità possono ricevere un supplemento di 250 euro al mese, mentre per i tirocini ammissibili si aggiungono 150 euro. I due supplementi si cumulano quando sono soddisfatte le condizioni applicabili. In tal caso, una base di 674 euro può arrivare a 1.074 euro al mese. Esistono inoltre regole distinte per alcune mobilità con paesi non associati al programma, compreso un importo di base di 700 euro.
Pertanto, i 700 euro menzionati da Ștefănuță non descrivono una borsa standard ricevuta da tutti gli studenti Erasmus. Il confronto con la soglia richiesta di 1.000 euro deve essere effettuato tenendo conto della destinazione, del tipo di mobilità e dei supplementi cui ciascuno studente ha diritto.
La portata della barriera finanziaria è descritta anche dall’Agenzia nazionale per i programmi comunitari nel settore dell’istruzione e della formazione professionale, ANPCDEFP. Nella sua pagina aggiornata al 16 settembre 2026, l’agenzia indica che oltre 10.000 studenti rumeni partecipano ogni anno a mobilità Erasmus+, ma rappresentano meno del 2% degli studenti iscritti all’istruzione superiore. Circa 1.000 dei partecipanti sono studenti con minori opportunità. L’agenzia individua le difficoltà finanziarie come la principale barriera per questa categoria e sottolinea che le sovvenzioni non sono concepite per coprire integralmente i costi.
Un progetto complementare realizzato dall’ANPCDEFP nel 2026–2029 mira a sostenere almeno 4.000 studenti con minori opportunità. Il bilancio totale è di circa 82,8 milioni di lei, di cui circa 66,6 milioni provengono dal Fondo sociale europeo Plus; il resto comprende il contributo del bilancio nazionale e il cofinanziamento del beneficiario. Si tratta di un bilancio di progetto, non della somma di pagamenti già effettuati agli studenti.
Il sostegno viene erogato attraverso le università partecipanti, alle condizioni proprie del progetto. Sono interessati studenti tra i 18 e i 29 anni, iscritti a programmi universitari ammissibili, che rientrano in almeno una delle categorie di minori opportunità previste. Il progetto è separato dalla richiesta di Ștefănuță e non introduce una borsa generale di 1.000 euro. Gli studenti interessati devono verificare presso l’ufficio Erasmus dell’università la partecipazione dell’istituzione, la selezione e il sostegno disponibile.
A livello europeo, la Commissione ha proposto circa 40,8 miliardi di euro per Erasmus+ nel 2028–2034, rispetto ai 26,2 miliardi presentati per il periodo 2021–2027. Il confronto riguarda bilanci nominali e un programma futuro con un ambito più ampio, che dovrebbe includere le attività del Corpo europeo di solidarietà. Ciò non indica automaticamente un aumento proporzionale delle borse individuali.
La commissione per la cultura e l’istruzione del Parlamento europeo, CULT, ha adottato il 29 settembre una posizione che chiede circa 47,39 miliardi di euro per il futuro programma. La relazione è iscritta all’ordine del giorno per il dibattito in plenaria del 21 ottobre e la votazione del 22 ottobre. Queste fasi dovranno stabilire la posizione del Parlamento; non significano che il bilancio finale sia stato concordato con gli Stati membri.
Il valore delle future borse dipenderà dal bilancio negoziato, dalle regole adottate e dalla ripartizione dei fondi tra le attività del programma. Fino ad allora, la richiesta di aumento non modifica gli importi previsti nei contratti degli studenti, mentre l’accesso ai supplementi e ai finanziamenti complementari deve essere verificato tramite le università.
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