Terry Reintke, copresidente del gruppo Verdi/Alleanza libera europea al Parlamento europeo, ha chiesto martedì 20 ottobre, a Strasburgo, che le rivendicazioni dei manifestanti albanesi siano affrontate sul piano politico e che la Commissione europea intervenga sulla situazione nel Paese. L’intervento arriva dopo che la Polizia di Stato albanese aveva annunciato, il 16 ottobre, la sospensione di due ispettori per un intervento a Tirana che l’istituzione aveva descritto come un superamento delle competenze e del principio di proporzionalità.
In breve, la polizia albanese ha annunciato il 16 ottobre la sospensione di due ispettori di Tirana e l’apertura di un’indagine disciplinare. Il 20 ottobre Reintke ha chiesto un’azione della Commissione e ha sollevato la questione delle modifiche legislative e delle autorizzazioni per gli investimenti turistici contestati. Il 19 ottobre Marco Tarquinio e Andreas Schieder hanno chiesto di accertare le responsabilità individuali per le violenze, compreso l’eventuale uso eccessivo della forza da parte della polizia. Il bilancio della polizia del 16 ottobre indica 127 persone arrestate e 244 sottoposte a indagine a piede libero a Tirana, oltre a 120 agenti feriti in diverse città. Non si tratta di dati aggiornati al 20 ottobre. Le posizioni europee citate chiedono di proteggere le proteste pacifiche e il dialogo. Non annunciano la sospensione dei negoziati di adesione dell’Albania.
Nel comunicato sulle sospensioni, la polizia identifica i due come ispettori della Pattuglia generale del commissariato n. 3 di Tirana. Il direttore generale Skënder Hita ha disposto la sospensione immediata e l’avvio di un’indagine da parte della Direzione per gli standard professionali. L’istituzione ha riconosciuto che le registrazioni pubblicate sui social network mostrano un superamento delle competenze e del principio di proporzionalità. La misura disciplinare provvisoria non costituisce una condanna penale.
Alla conferenza stampa dei Verdi del 20 ottobre, Reintke ha collegato le rivendicazioni dei manifestanti alla tutela della natura e alla lotta contro la corruzione. Ha sollevato la questione di come una modifica legislativa abbia consentito l’investimento in un complesso turistico e di come possano essere garantite procedure di autorizzazione fondate sullo Stato di diritto. Ha chiesto alla Commissione di affrontare la situazione e ha promesso di proseguire il sostegno politico ai manifestanti. Si tratta di un appello politico all’azione, non dell’annuncio dell’apertura di un’indagine europea.
La mobilitazione è precedente agli incidenti di ottobre. In un comunicato del 30 giugno 2026, i Verdi/ALE annunciavano la visita di una delegazione, insieme a rappresentanti del Partito Verde europeo, a Vjosa-Narta, nel sito dell’aeroporto di Vlora e nelle aree interessate dagli investimenti turistici attorno a Sazan e Zvërnec. La delegazione aveva partecipato la sera precedente a proteste pacifiche a Tirana.
Tineke Strik, relatrice del gruppo per il rapporto del Parlamento sull’Albania, collegava allora le proteste alla tutela della natura, alla corruzione e alla trasparenza delle decisioni. Questo contesto documenta le preoccupazioni dei Verdi riguardo ai progetti turistici, senza stabilire da solo le cause di ogni incidente di ottobre o la legalità di ciascun progetto.
Un bilancio separato presentato dalla polizia il 16 ottobre registrava 127 persone arrestate a Tirana e 244 sottoposte a indagine penale a piede libero. Le autorità riferivano inoltre di 120 agenti feriti a Tirana, Durrës, Lezhë, Shkodër e Kukës. I dati provengono dalla polizia, descrivono la situazione al momento del comunicato e non offrono una verifica indipendente di tutti i manifestanti feriti.
Il 18 ottobre la Commissione europea ha condannato gli incendi dolosi, gli attacchi contro le istituzioni e la distruzione di proprietà a Tirana e in altre città. Ha chiesto che la risposta delle autorità resti legale e proporzionata e che i responsabili siano chiamati a rispondere attraverso procedure legali. La Commissione ha ribadito le libertà di riunione e di espressione e ha chiesto un dialogo costruttivo per risolvere le rivendicazioni.
Nella dichiarazione congiunta del 19 ottobre, Marco Tarquinio, presidente della delegazione del Parlamento europeo per le relazioni con l’Albania, e Andreas Schieder, relatore permanente per il Paese, hanno condannato l’escalation violenta e gli attacchi contro le istituzioni. Hanno espresso preoccupazione per le notizie relative all’uso eccessivo della forza e hanno chiesto agli organismi competenti di accertare le responsabilità individuali per tutti gli atti di violenza. La dichiarazione sollecita moderazione sia ai manifestanti sia alle autorità e la protezione delle manifestazioni pacifiche.
Il primo ministro Edi Rama ha condannato, in un intervento pubblicato il 18 ottobre, gli attacchi contro la polizia e i beni e ha invitato al dialogo le persone che hanno rivendicazioni da avanzare. Ha attribuito parte delle violenze a gruppi mascherati e a influenze estremiste o esterne. Queste accuse rappresentano la posizione del primo ministro, non le conclusioni di un’indagine indipendente.
Il rispetto dello Stato di diritto e dei diritti fondamentali resta una condizione per il percorso europeo dell’Albania, sottolinea la dichiarazione degli eurodeputati. Il 18 ottobre la Commissione descriveva il Paese come candidato che compie progressi importanti verso l’UE. Le dichiarazioni citate non annunciano la sospensione dei negoziati di adesione.
Restano da seguire le conclusioni dell’indagine disciplinare sui due ispettori e le verifiche sulle altre violenze denunciate. Per quanto riguarda gli investimenti turistici, le richieste politiche di controllo devono essere distinte da eventuali accertamenti delle autorità competenti sugli atti di autorizzazione.
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