Gli investimenti nella produzione, nei trasporti e nell’energia potrebbero collegare più strettamente le economie della Romania e della Repubblica di Moldova nel corso dell’allargamento dell’Unione europea. Un’analisi pubblicata il 13 ottobre 2026 dal Centro per gli studi politici europei, CEPS, individua per la Moldova opportunità legate alla vicinanza alla Romania e alla partecipazione alle reti europee di fornitori. Sfruttarle presuppone tuttavia riforme, infrastrutture e investimenti avviati prima dell’adesione. Il lavoro non calcola un guadagno separato in termini di PIL né un numero di posti di lavoro per la Romania.
In breve
L’analisi del CEPS individua opportunità per la produzione e i fornitori in Moldova, anche grazie alla vicinanza alla Romania.
I trasporti, l’energia, regole prevedibili e la formazione degli specialisti sono condizioni necessarie per sfruttare gli investimenti.
La stima storica del 10% riguarda i vecchi membri dell’UE nel 2019, non guadagni garantiti per la Romania o la Moldova.
Il sostegno europeo alla Moldova combina sovvenzioni e prestiti, con pagamenti condizionati alle riforme, separatamente dagli scenari economici.
Gli autori vedono un potenziale nei componenti elettronici, nei cablaggi, nei ricambi auto, nell’industria agroalimentare e nei servizi alle imprese. Queste attività possono beneficiare dell’avvicinamento della produzione ai mercati europei, un processo chiamato nearshoring. La Moldova dispone già di un accordo di libero scambio globale e approfondito con l’UE, ma le barriere amministrative, le differenze normative e i costi logistici possono limitare gli investimenti. Il processo di adesione può ridurre questi ostacoli attraverso l’applicazione di regole più prevedibili in materia di concorrenza, appalti, dogane e protezione degli investimenti.
Per le aziende rumene, i legami con i produttori moldavi e i progetti transfrontalieri possono aprire opportunità nell’approvvigionamento, nei trasporti e nei servizi. I collegamenti ferroviari, stradali, energetici e digitali sono importanti per la circolazione delle merci e la riduzione dei costi. La Commissione europea menziona già il sostegno attraverso il Meccanismo per collegare l’Europa al fine di migliorare i collegamenti di trasporto tra la Moldova e la Romania. È un esempio di cooperazione precedente all’adesione, che da solo non determina l’entità dei futuri benefici economici.
Il CEPS avverte che attirare la produzione soltanto attraverso costi ridotti può mantenere le economie candidate in attività a basso valore aggiunto. Lo sviluppo dei fornitori locali, la formazione dei dipendenti e il trasferimento tecnologico sono necessari per aumentare la produttività. Anche la mobilità dei lavoratori produce effetti diversi. Le aziende dell’UE possono trovare specialisti, mentre la Moldova rischia di perdere personale qualificato. Gli autori raccomandano la circolazione delle competenze, compreso il rientro degli specialisti, gli investimenti della diaspora e il trasferimento di conoscenze, accompagnati da opportunità economiche nel paese d’origine.
L’esperienza dei precedenti allargamenti offre un punto di riferimento, senza garantire gli stessi risultati. Le ricerche del FMI stimano che, nel 2019, il reddito pro capite negli Stati che erano membri dell’UE prima del 2004 fosse di circa il 10% superiore rispetto a uno scenario senza l’allargamento di quell’anno. La percentuale descrive un livello aggregato stimato dopo 15 anni, non un tasso annuo di crescita né il guadagno di ciascuno Stato. La Romania ha aderito nel 2007 e questa cifra non è una stima del suo beneficio in occasione di un futuro allargamento. Gli studi riuniti dal CEPS hanno periodi e ipotesi diversi e non offrono una previsione individuale per la Romania o la Moldova.
Il sostegno finanziario esistente deve essere tenuto separato da questi scenari. Il meccanismo di riforma e crescita per la Moldova copre il periodo 2025–2027, con una dotazione presentata come pari a circa 1,9 miliardi di euro. Secondo il Consiglio dell’UE, essa combina fino a 385 milioni di euro in sovvenzioni e 1,5 miliardi di euro in prestiti agevolati, con scadenze e tassi d’interesse vantaggiosi. I pagamenti sono condizionati alle riforme assunte nell’agenda concordata con l’Unione, e la dotazione non rappresenta denaro già speso nell’economia.
Il 5 ottobre 2026 la Commissione europea ha annunciato un pagamento aggiuntivo di 157 milioni di euro per la Moldova, dopo la valutazione positiva dell’attuazione di 18 riforme. Queste riguardano, tra l’altro, lo sviluppo del settore privato, la governance economica, il mercato del lavoro, l’energia e il buon governo. Il pagamento è una fase di un meccanismo già adottato, distinta dalle raccomandazioni del CEPS relative a una più rapida integrazione economica.
L’analisi è firmata da Tinatin Akhvlediani, Pierre-Alexandre Balland e Andrea Renda e fa parte del progetto „Enlargement without illusions”, sostenuto dalla Direzione generale per l’Allargamento e il Vicinato orientale della Commissione europea. Le opinioni appartengono agli autori e non costituiscono la posizione ufficiale dell’UE. Essi raccomandano di accelerare gli investimenti nelle infrastrutture, nell’industria e nelle competenze prima dell’adesione, con un accesso progressivo al mercato unico collegato a riforme verificabili. Per le imprese e i lavoratori, i benefici dipenderanno dagli investimenti realizzati, dalla produttività e dalla capacità delle economie locali di mantenere attività a valore aggiunto.
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