La maggioranza degli Stati membri dell’Unione europea sostiene una significativa riduzione delle spese per il personale e di funzionamento dell’Unione, nel tentativo di limitare il futuro bilancio pluriennale per il periodo 2028-2034. La posizione emerge da un documento redatto dalla presidenza irlandese del Consiglio dell’UE e visionato da POLITICO.
Gli Stati membri non hanno ancora raggiunto un accordo sulle dimensioni del bilancio. La Commissione europea ha proposto un Quadro finanziario pluriennale di quasi 2.000 miliardi di euro, destinato a finanziare priorità come la competitività, la sicurezza e la difesa. La Germania e altri Stati chiedono tuttavia riduzioni di diverse centinaia di miliardi di euro rispetto a questa proposta.
In questo contesto, i costi amministrativi, compresi gli stipendi dei funzionari e le spese per le sedi, sono considerati i principali obiettivi dei risparmi. La Commissione europea ha proposto l’assunzione di altri 2.500 funzionari, ma nove Paesi, guidati dall’Austria, si oppongono al piano. I costi amministrativi dovrebbero raggiungere i 118 miliardi di euro, circa il 6% del bilancio totale.
La maggioranza delle capitali respinge invece i tagli all’agricoltura e ai fondi destinati alle regioni meno sviluppate. L’Irlanda sta valutando anche una riduzione del valore complessivo del bilancio, a causa dell’opposizione all’aumento dei contributi nazionali e all’introduzione di nuove tariffe a livello europeo.
La presidenza irlandese vuole raggiungere un accordo politico entro la fine del 2026, affinché la legislazione venga adottata nel 2027 e il nuovo bilancio entri in vigore il 1° gennaio 2028. Atene consulterà gli ambasciatori degli Stati membri per individuare i settori in cui potrebbero essere effettuati i tagli.
,Fonti
Ultime notizie
23:49
23:24
23:17
23:02
22:59
Vedi altre notizie