La Commissione europea prepara un nuovo ciclo di finanziamenti attraverso lo strumento SAFE, per circa 21 miliardi di euro, che spera di orientare verso progetti comuni di difesa con l’Ucraina. Il commissario per la difesa e lo spazio, Andrius Kubilius, ha presentato l’intenzione lunedì 26 ottobre 2026 a Parigi, dopo la riunione dei ministri della difesa del formato E5. Ha affermato che un nuovo invito potrebbe essere annunciato a breve e ha menzionato il progetto antibalistico Freyja tra le iniziative prese in considerazione. La dichiarazione riguarda l’utilizzo della capacità residua nel programma di prestiti, senza costituire una decisione di concessione della somma all’Ucraina.
In breve
1. Kubilius stima in circa 21 miliardi di euro le risorse ancora disponibili dopo il primo ciclo SAFE. Un nuovo invito dovrebbe utilizzare il massimale esistente di 150 miliardi di euro, senza aumentarlo.
2. La Commissione spera che i finanziamenti sostengano progetti comuni con l’Ucraina, incluso Freyja. L’intervento di Parigi non stabilisce una somma per questo progetto, beneficiari selezionati o un termine per la consegna del sistema.
3. SAFE concede prestiti rimborsabili agli Stati membri. L’Ucraina può partecipare agli acquisti comuni e la sua industria può fornire attrezzature alle condizioni previste dal regolamento.
4. La Commissione può pubblicare un nuovo invito a manifestare interesse entro il 31 dicembre 2026, se restano risorse disponibili. Le decisioni di esecuzione del Consiglio devono essere adottate entro il 30 giugno 2027; queste non sono scadenze per la consegna delle attrezzature.
5. Il commissario chiede di accelerare la produzione e le consegne per l’Ucraina. Il suo avvertimento sui ritardi fino al 2028–2029 compare nella discussione sul prestito di sostegno all’Ucraina, un meccanismo distinto da SAFE.
Kubilius ha descritto informalmente la fase futura come «SAFE 2.0» e l’ha collegata ai fondi rimasti dal primo invito. La somma di circa 21 miliardi di euro è quella indicata dal commissario nella conferenza stampa, mentre la destinazione a progetti con l’Ucraina è espressa come intenzione della Commissione. Non ha presentato una ripartizione per Stati o progetti né una data precisa per l’apertura dell’invito. La novità dell’intervento consiste nella quantificazione delle risorse e nella segnalazione di una fase di assegnazione vicina, non nella creazione di un nuovo strumento finanziario.
SAFE, acronimo di Security Action for Europe, è stato istituito dal regolamento adottato dal Consiglio dell’UE il 27 maggio 2025. Lo strumento può concedere fino a 150 miliardi di euro sotto forma di prestiti agli Stati membri, che devono rimborsarli. L’Unione raccoglie i finanziamenti sui mercati dei capitali, mentre i Paesi richiedenti presentano piani di investimento nella difesa. Pertanto, la capacità disponibile in SAFE non è una riserva di sovvenzioni che la Commissione può trasferire direttamente all’Ucraina o ad alcune imprese.
Il regolamento consente una nuova richiesta di manifestazione di interesse entro il 31 dicembre 2026, se, dopo le decisioni sul finanziamento, restano ancora somme disponibili. Le richieste e i piani sono valutati dalla Commissione, che propone al Consiglio le decisioni di esecuzione. Queste devono essere adottate entro il 30 giugno 2027, dopodiché seguono gli accordi di prestito e l’applicazione delle condizioni di pagamento. Le due date delimitano la procedura di finanziamento; non confermano l’apertura di un invito e non stabiliscono quando le attrezzature debbano essere prodotte o consegnate.
La partecipazione dell’Ucraina è possibile attraverso gli acquisti comuni: la definizione contenuta nel regolamento richiede almeno uno Stato membro beneficiario del prestito e un altro Stato membro, uno Stato dell’Associazione europea di libero scambio appartenente allo Spazio economico europeo oppure l’Ucraina. L’industria ucraina può partecipare alle condizioni di ammissibilità relative alle imprese, alle infrastrutture e ai componenti utilizzati. Per la Romania, come per gli altri Stati membri, l’accesso a eventuali risorse redistribuite dipenderebbe dalla richiesta, dal piano proposto e dalle approvazioni necessarie; l’annuncio non stabilisce una nuova assegnazione nazionale.
La cooperazione industriale con l’Ucraina era già stata presentata da Ursula von der Leyen nel discorso sullo stato dell’Unione del 16 settembre 2026. La presidente della Commissione aveva proposto un sistema di difesa antimissilistica accessibile e modulare, con Freyja al centro, e l’utilizzo delle risorse SAFE rimaste per progetti comuni con imprese ucraine. L’intervento di Kubilius riprende questa direzione, senza annunciare un contratto per Freyja né il valore del sostegno a esso destinato. Nemmeno la stima di 21 miliardi di euro può essere presentata come bilancio del sistema antibalistico.
Prima dell’annuncio su SAFE, il commissario ha discusso l’attuazione della componente di difesa del prestito di sostegno all’Ucraina, pari a 60 miliardi di euro per due anni. Ha insistito sul fatto che i finanziamenti devono trasformarsi in consegne urgenti e ha messo in guardia dai ritardi fino al 2028 o al 2029. Questo passaggio riguarda la necessità di aumentare la produzione e di eseguire puntualmente i contratti, senza fissare un calendario per il futuro invito SAFE.
Il prestito di sostegno all’Ucraina ha un massimale distinto di 90 miliardi di euro per il periodo 2026–2027, di cui 30 miliardi per il sostegno di bilancio e 60 miliardi per la difesa. Nell’ambito di tale prestito, la Commissione ha annunciato il 18 settembre un pagamento di 3,3 miliardi di euro per droni e missili. Questo pagamento non è una spesa del possibile nuovo ciclo SAFE. Separatamente, a Parigi, Kubilius ha affermato che sono in esame possibilità di sostegno per i servizi spaziali necessari all’Ucraina, senza attribuire loro un bilancio nel nuovo invito.
La riunione E5 ha riunito i ministri della difesa di Francia, Germania, Italia, Polonia e Regno Unito, insieme a rappresentanti dell’UE e della NATO. Le dichiarazioni di Kubilius indicano la direzione perseguita dalla Commissione, mentre il finanziamento effettivo attraverso SAFE deve seguire le procedure europee. Per gli Stati e l’industria, il prossimo punto di riferimento è l’invito ufficiale, che dovrà precisare la somma disponibile e le condizioni della nuova fase.
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