I deputati europei hanno adottato martedì una serie di raccomandazioni per la protezione delle opere creative protette da copyright rispetto al loro utilizzo da parte dei sistemi di intelligenza artificiale, con 460 voti favorevoli, 71 contrari e 88 astensioni. Il Parlamento richiede piena trasparenza, equa remunerazione e il diritto dei titolari di diritti di escludere i loro contenuti dai processi di addestramento dei modelli di AI.
Il Parlamento Europeo ha adottato martedì, in plenaria, una serie di raccomandazioni per la protezione delle opere creative protette da copyright rispetto al loro utilizzo da parte dei sistemi di intelligenza artificiale (AI), con 460 voti favorevoli, 71 contrari e 88 astensioni.
In breve
460 voti favorevoli, 71 contrari, 88 astensioni in plenaria del 10 marzo 2026
La legislazione UE sul copyright deve applicarsi a tutti i sistemi di IA generativa sul mercato UE, indipendentemente dal luogo di addestramento
L'utilizzo di contenuti protetti da genAI deve essere equamente remunerato; il settore creativo genera il 6,9% del PIL dell'UE
Piena trasparenza obbligatoria: elenco dettagliato delle opere utilizzate e registrazioni delle attività di crawling; la loro assenza può costituire violazione del copyright
Se il tribunale decide a favore del titolare dei diritti, il fornitore di AI sostiene integralmente i costi legali
Nuovo mercato di licenze e diritto di opt-out proposti; l'EUIPO potrebbe gestire l'elenco delle esclusioni
Protezione specifica per la stampa scritta e audiovisiva: compensazione integrale e diritto di rifiuto
Il contenuto generato esclusivamente da AI non beneficia di protezione tramite copyright
Il Parlamento trasmette le raccomandazioni alla Commissione Europea, che detiene l'iniziativa legislativa
I deputati europei ritengono che la legislazione UE sul copyright debba applicarsi a tutti i sistemi di intelligenza artificiale generativa presenti sul mercato dell'Unione Europea, indipendentemente dal luogo in cui sono stati addestrati.
Il Parlamento insiste sul fatto che l'utilizzo di materiali protetti da copyright da parte dei sistemi genAI deve essere equamente remunerato, al fine di proteggere il settore creativo europeo, che genera il 6,9% del prodotto interno lordo dell'UE. I deputati chiedono inoltre alla Commissione di analizzare come possa essere garantita la remunerazione per utilizzi precedenti, specificando che questa non dovrebbe avvenire tramite una licenza globale che consenta ai fornitori di addestrare i sistemi genAI in cambio di un pagamento forfettario.
Il Parlamento sottolinea l'importanza della piena trasparenza riguardo all'utilizzo di contenuti protetti da genAI. I fornitori e gli utenti di AI sono tenuti a fornire un elenco dettagliato di tutte le opere protette da copyright utilizzate per l'addestramento dei sistemi, così come registrazioni dettagliate delle attività di crawling svolte ai fini dell'inferenza e della generazione aumentata tramite recupero. L'assenza di queste informazioni potrebbe essere percepita come violazione del copyright, comportando conseguenze legali per i fornitori e gli utenti di AI. Se un tribunale si pronuncia a favore del titolare dei diritti, i fornitori o gli utenti di AI dovranno sostenere tutti i costi legali e le spese correlate.
Il Parlamento chiede alla Commissione di creare un nuovo mercato di licenze per i materiali protetti da copyright, includendo accordi collettivi di licenza volontaria per settori, che comprendano creatori individuali e piccole e medie imprese. I deputati vogliono garantire che i titolari di diritti possano escludere le loro opere dai processi di addestramento dei sistemi AI e suggeriscono che l'Ufficio dell'Unione Europea per la Proprietà Intellettuale (EUIPO) potrebbe gestire un tale elenco di esclusioni.
I deputati europei esortano la Commissione a proteggere il settore della stampa e dei media di notizie, i cui contenuti sono regolarmente sfruttati dai sistemi AI. Le pubblicazioni di notizie il cui traffico e le cui entrate sono dirottate dai sistemi AI dovrebbero essere integralmente compensate e dovrebbero avere il diritto di rifiutare l'utilizzo dei loro contenuti per l'addestramento dei sistemi di AI. Il Parlamento insiste sul fatto che l'aggregazione dei contenuti di notizie deve garantire il pluralismo mediatico e la diversità dell'informazione, evitando la selezione delle informazioni o pratiche di auto-preferenza da parte dei custodi dell'accesso alle informazioni che beneficiano dei loro servizi di AI.
Il Parlamento precisa che un contenuto generato interamente da AI non dovrebbe beneficiare di protezione tramite copyright. I deputati vogliono anche garantire che le persone fisiche siano protette contro la diffusione di contenuti manipolati e generati da AI e sottolineano l'obbligo dei fornitori di servizi digitali di agire contro tale uso illegale.
Il relatore Axel Voss (PPE, Germania) ha dichiarato dopo il voto: “Abbiamo bisogno di norme chiare per l'utilizzo di contenuti protetti da copyright ai fini dell'addestramento dei sistemi di AI. La certezza giuridica consentirebbe agli sviluppatori di AI di sapere quali contenuti possono essere utilizzati e come possono essere ottenute le licenze. D'altra parte, i titolari di diritti sarebbero protetti contro l'utilizzo non autorizzato dei loro contenuti e riceverebbero una remunerazione. Se vogliamo promuovere e sviluppare l'AI in Europa, proteggendo al contempo i nostri creatori, allora queste disposizioni sono assolutamente indispensabili.”
Le raccomandazioni adottate martedì devono essere trasmesse alla Commissione Europea, che detiene l'iniziativa legislativa in materia. Il Parlamento chiede alla Commissione di esaminare e proporre un quadro legislativo che regoli l'intersezione tra copyright e utilizzo di contenuti creativi da parte dei sistemi di intelligenza artificiale generativa. Il voto arriva nel contesto in cui i modelli di AI sono addestrati su volumi massicci di contenuti disponibili online, comprese opere letterarie, musicali, giornalistiche e visive, senza il consenso o la remunerazione dei titolari di diritti, generando un numero crescente di contenziosi a livello internazionale.
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