Il Parlamento europeo ha approvato martedì il sesto aggiornamento della direttiva sulla protezione dei lavoratori esposti a sostanze cancerogene, mutagene e tossiche per la riproduzione. Le nuove norme introducono limiti più rigorosi per diverse sostanze utilizzate nell’industria e mirano a ridurre i rischi per la salute dei lavoratori.
Le disposizioni riguardano il cobalto e i composti inorganici del cobalto, utilizzati anche nella produzione di batterie, gli idrocarburi policiclici aromatici, l’1,4-diossano e l’isoprene, impiegato nella fabbricazione della gomma. Le misure si applicano in particolare all’industria delle batterie, alla metallurgia, all’industria chimica e a quella tessile, ma anche ad altri settori a rischio di esposizione.
Il Parlamento chiede inoltre di valutare limiti supplementari per le sostanze presenti nei fumi di saldatura. I datori di lavoro dovranno garantire dispositivi di protezione individuale, compresi dispositivi di protezione delle vie respiratorie, pause regolari in aree non contaminate e attrezzature adeguate a ciascun lavoratore. Le norme prestano attenzione anche ai vigili del fuoco e ai dipendenti dei servizi di emergenza.
Secondo le stime europee, l’esposizione professionale a sostanze cancerogene provoca ogni anno circa 120.000 casi di cancro e 80.000 decessi nell’UE.
Le nuove misure potrebbero prevenire, nei prossimi 40 anni, circa 1.700 casi di cancro ai polmoni e 19.000 altre malattie.
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