Il Parlamento europeo ha adottato giovedì 8 ottobre una risoluzione che stabilisce le priorità per la futura strategia della Commissione europea sulla lotta alla corruzione nell’Unione europea. Il documento mira a rafforzare la prevenzione, l’integrità e l’applicazione della legge, nel contesto dell’entrata in vigore, nel maggio 2026, della direttiva europea sulla lotta alla corruzione.
Gli eurodeputati chiedono una mappatura dei rischi basata su prove, norme più rigorose per gli appalti pubblici e le sovvenzioni, nonché standard comuni riguardo ai conflitti di interesse, ai regali, al lobbying, alle dichiarazioni patrimoniali e al finanziamento politico. Il Parlamento chiede inoltre maggiore trasparenza per quanto riguarda le fondazioni politiche e gli intermediari.
La risoluzione pone l’accento sulla cooperazione tra le autorità nazionali, Europol, Eurojust, la Procura europea e l’OLAF. Gli eurodeputati chiedono risorse aggiuntive per l’EPPO, indipendenza per gli organismi anticorruzione e l’adesione degli Stati dell’UE che non partecipano ancora a questo meccanismo.
Il Parlamento collega la corruzione alla criminalità organizzata, al riciclaggio di denaro e all’occultamento dei beni. Sono richieste misure per il congelamento e il recupero dei proventi dei reati, nonché controlli più rigorosi sulle criptoattività e sulle strutture proprietarie opache. Gli eurodeputati chiedono una maggiore protezione per gli informatori e i giornalisti investigativi, il monitoraggio attraverso il GRECO e indicatori comuni per valutare le politiche anticorruzione.
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