Il Consiglio dell'UE ha approvato la posizione degli Stati membri su una proposta di modifica delle norme europee riguardanti la cooperazione amministrativa nel settore dell'IVA, per consentire all'EPPO e all'OLAF di accedere più rapidamente ai dati rilevanti nelle indagini sulla frode fiscale transfrontaliera.
In breve Il Consiglio dell'UE ha approvato la posizione degli Stati membri sulla proposta di rafforzamento dello scambio di dati riguardanti l'IVA tra le autorità fiscali nazionali, l'EPPO, l'OLAF e Eurofisc.
La proposta della Commissione di novembre 2025 mira a modificare il Regolamento (UE) n. 904/2010 riguardante la cooperazione amministrativa e la lotta contro la frode nel settore dell'IVA.
La rete Eurofisc dovrebbe trasmettere all'EPPO e all'OLAF analisi di rischio riguardanti la frode IVA in determinate condizioni.
L'EPPO e l'OLAF dovrebbero ricevere accesso diretto e legittimo alle informazioni riguardanti l'IVA degli Stati membri, in condizioni rigorose e nel rispetto delle norme sulla protezione dei dati.
Il Parlamento europeo sta preparando il parere, e il Comitato economico e sociale europeo ha già sostenuto la proposta.
L'accordo del Consiglio rappresenta un passo nel processo di adozione della riforma, ma non significa l'adozione finale dell'atto. Gli Stati membri riuniti nel Consiglio ECOFIN hanno sostenuto gli obiettivi e l'approccio della proposta della Commissione, con alcune precisazioni.
La proposta mira a ridurre i ritardi nell'accesso alle informazioni per le indagini sulla frode transfrontaliera dell'IVA. Fino ad ora, l'accesso dell'EPPO e dell'OLAF a questi dati era complesso e dipendeva da scambi bilaterali ripetuti con gli Stati membri, il che poteva rallentare le indagini.
La Commissione evidenzia che i frodatori che operano transfrontalmente sfruttano le debolezze del sistema fiscale per evitare il pagamento dell'IVA. In alcuni casi, questi riscuotono l'IVA dai consumatori, ma non trasferiscono l'importo allo Stato.
La Procura europea e l'Ufficio europeo per la lotta antifrode sono coinvolti nelle indagini sulle frodi transfrontaliere. La rete Eurofisc, composta da esperti degli Stati membri in frodi IVA, scambia e analizza dati per identificare i casi di frode.
Con la riforma proposta, Eurofisc dovrebbe poter trasmettere all'EPPO e all'OLAF le proprie analisi di rischio relative alla frode IVA, in determinate circostanze. L'EPPO e l'OLAF dovrebbero ottenere accesso diretto e legittimo alle informazioni riguardanti l'IVA degli Stati membri, in condizioni rigorose e nel rispetto delle regole sulla protezione dei dati.
Il Comitato economico e sociale europeo sostiene la proposta della Commissione e ritiene necessario che le autorità competenti possano raccogliere, utilizzare e correlare rapidamente informazioni rilevanti riguardanti l'IVA da più Stati membri. Il CESE afferma che ciò può ridurre i ritardi nella reazione delle autorità fiscali ad attività fraudolente.
Il CESE osserva che la proposta non introduce nuovi obblighi di reporting o costi aggiuntivi di conformità per i cittadini o le imprese. Secondo la sua opinione, la riforma è limitata a informazioni riguardanti l'IVA già scambiate nell'ambito del Regolamento (UE) n. 904/2010.
Il Comitato richiama però l'attenzione sul fatto che l'accesso e il trattamento dei dati riguardanti l'IVA devono rispettare la legislazione applicabile e il principio della minimizzazione dei dati. In questo caso si applicano sia il Regolamento generale sulla protezione dei dati, sia le norme sulla protezione dei dati per le istituzioni dell'UE e il regime specifico del Regolamento EPPO.
La frode transfrontaliera dell'IVA provoca perdite significative per i bilanci degli Stati membri. Uno dei tipi più gravi è la frode di tipo carousel, in cui le reti fraudolente utilizzano catene complesse di aziende e transazioni per sfruttare il fatto che le transazioni intra-UE tra aziende non sono tassate con l'IVA, mentre le transazioni interne sono tassate.
Secondo la Commissione, la frode di tipo carousel costa agli Stati membri e all'UE fino a 32,8 miliardi di euro in entrate perse annualmente. Il CESE menziona stime secondo cui la frode di tipo Missing Trader Intra-Community provoca perdite annuali tra 12,5 miliardi e 32,8 miliardi di euro, mentre solo 2,5 miliardi di euro di questo deficit vengono rilevati annualmente tramite Eurofisc.
Un'altra schema menzionata sfrutta la Procedura Doganale 42. In questo schema, le merci vengono importate senza pagamento dell'IVA, con l'affermazione falsa che saranno vendute in un altro Stato membro, dopo di che rimangono non tassate nello Stato di importazione o vengono vendute altrove senza pagamento dell'IVA.
La Commissione menziona indagini recenti dell'EPPO e dell'OLAF, inclusa la scoperta di una frode di tipo carousel di 500 milioni di euro nel settore IT e di uno schema di frode doganale e IVA legato alle importazioni di tessuti, calzature, biciclette elettriche e altri beni. In quel caso, circa 118 milioni di euro in dazi doganali e 79 milioni di euro in IVA sono stati elusi.
L'esecutivo europeo sostiene che una cooperazione più rapida e un migliore accesso ai dati possono aiutare l'EPPO e l'OLAF a concludere con successo più indagini. La misura è presentata anche come uno strumento per proteggere la concorrenza leale nel mercato interno, poiché le aziende che rispettano le regole sono svantaggiate rispetto agli operatori fraudolenti.
La proposta della Commissione è stata presentata a novembre 2025 e mira a modificare il Regolamento (UE) n. 904/2010, che regola la cooperazione amministrativa e la lotta contro la frode nel settore dell'IVA.
Il fascicolo ha come base giuridica gli articoli 113 e 304 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, secondo l'opinione del CESE. Il Comitato economico e sociale europeo ha adottato l'opinione il 18 febbraio 2026, con 201 voti favorevoli, nessun voto contrario e un'astensione.
Il Parlamento europeo sta preparando il parere sulla proposta. Dopo il completamento delle fasi consultive e delle negoziazioni istituzionali pertinenti, la riforma potrebbe modificare il modo in cui l'EPPO, l'OLAF, le autorità fiscali nazionali e Eurofisc cooperano nell'indagine sulla frode transfrontaliera dell'IVA.
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