Eurofisc trasmetterà a due organismi europei rapporti su schemi sospetti di frode IVA, e da agosto 2027 gli investigatori autorizzati potranno effettuare ricerche mirate tramite un unico punto di accesso. Da luglio 2030, l'accesso includerà anche il sistema centrale VIES.
L'Ufficio europeo per la lotta antifrode e la Procura europea riceveranno accesso centralizzato a una serie di informazioni relative all'IVA dagli Stati membri, in un cambiamento destinato ad accelerare le indagini sulle frodi transfrontaliere che colpiscono il bilancio dell'UE. Eurofisc, la rete attraverso la quale le amministrazioni fiscali europee scambiano e analizzano informazioni sulle frodi IVA, trasmetterà rapporti su schemi sospetti, e l'accesso diretto alle banche dati sarà consentito solo per ricerche mirate legate a indagini concrete.
In breve
Eurofisc trasmetterà alla Procura europea rapporti su schemi sospetti di frode transfrontaliera con IVA e fornirà all'OLAF rapporti sulle frodi IVA legate a operazioni doganali che possono influenzare gli interessi finanziari dell'UE.
Dal 17 agosto 2027, l'OLAF e la Procura europea potranno effettuare ricerche centralizzate su determinate informazioni europee relative all'IVA, inclusi dati su transazioni, importazioni e pagamenti.
L'accesso sarà realizzato tramite un unico punto di ingresso e potrà coprire informazioni provenienti da più Stati membri per la stessa indagine.
Dal 1 luglio 2030, l'accesso sarà esteso alle informazioni del sistema centrale VIES, utilizzato per lo scambio di dati relativi all'IVA nelle transazioni all'interno dell'UE.
Le ricerche generali o il monitoraggio indiscriminato dei dati sono esclusi. Ogni accesso deve essere legato a un caso e a un utente autorizzato e sarà registrato in un registro di audit.
Il cambiamento mira a risolvere una delle difficoltà strutturali delle indagini sulle frodi IVA: gli schemi possono coinvolgere contemporaneamente aziende, transazioni e pagamenti provenienti da più Stati, mentre le informazioni sono conservate in sistemi gestiti principalmente a livello nazionale. Le nuove regole creano per l'OLAF e la Procura europea un modo centralizzato per consultare determinati dati quando sono necessari per un caso concreto.
Per la Procura europea, Eurofisc trasmetterà rapporti che identificano possibili schemi di frode transfrontaliera su cui l'EPPO potrebbe avere competenza. Le informazioni devono essere fornite senza ritardi ingiustificati, e Eurofisc potrà trasmettere anche dati aggiuntivi disponibili quando richiesti nel corso di un'indagine o di un'azione penale.
OLAF riceverà un meccanismo simile per le frodi IVA legate a operazioni doganali che possono influenzare gli interessi finanziari dell'Unione. Eurofisc trasmetterà rapporti sugli schemi sospetti identificati attraverso l'analisi congiunta delle informazioni ricevute dagli Stati, e l'OLAF potrà richiedere dati aggiuntivi quando questi sono rilevanti per la valutazione o lo svolgimento di un'indagine amministrativa.
L'accesso diretto alle informazioni non inizia però immediatamente con l'entrata in vigore delle nuove regole. Le principali disposizioni relative all'accesso centralizzato si applicano dal 17 agosto 2027, e l'accesso alle informazioni del sistema centrale VIES è previsto dal 1 luglio 2030. Questa tempistica consente di adattare i sistemi informatici e l'infrastruttura tecnica necessaria per l'accesso sicuro dell'OLAF e dell'EPPO.
Dal 17 agosto 2027, i due organismi potranno consultare tramite un punto unico determinate informazioni relative all'IVA rilevanti per le loro indagini. Queste includono dati sull'identificazione ai fini IVA, transazioni intracomunitarie, alcune importazioni esenti da IVA, operazioni svolte nell'ambito delle procedure doganali 42 e 63 e informazioni sui pagamenti memorizzati nel Central Electronic System of Payment Information, CESOP.
CESOP raccoglie informazioni relative ai pagamenti transfrontalieri ed è già uno degli strumenti utilizzati per identificare modelli di frode IVA associati al commercio elettronico. Le nuove regole offrono all'OLAF e all'EPPO una base giuridica esplicita per accedere alle informazioni rilevanti da questo sistema nei limiti delle proprie competenze.
A partire dal 1 luglio 2030, l'accesso includerà anche le informazioni del sistema centrale VIES. Questo è utilizzato per lo scambio e la verifica delle informazioni relative all'IVA nelle transazioni tra Stati membri, e la sua integrazione nel meccanismo consentirà agli investigatori autorizzati di seguire più facilmente le connessioni tra operazioni svolte in più giurisdizioni.
L'accesso non consente però l'esplorazione libera delle banche dati. Le regole prevedono esplicitamente che l'OLAF e l'EPPO possano effettuare solo ricerche mirate, legate a casi specifici, e l'uso dei sistemi per verifiche generali, ricerche indiscriminate o monitoraggio casuale delle informazioni relative all'IVA è escluso.
Per la Procura europea, l'accesso sarà consentito ai procuratori europei, ai procuratori europei delegati e al personale identificato e autorizzato dell'ufficio centrale. L'OLAF potrà concedere accesso solo ai membri del proprio personale autorizzati, e questi potranno utilizzarlo per valutare sospetti esistenti prima dell'apertura di un'indagine o nell'ambito di indagini amministrative concrete legate a frodi doganali.
Ogni consultazione dovrà essere associata a un fascicolo e a un utente identificato. I sistemi manterranno registri di audit, e gli Stati membri potranno verificare le informazioni relative agli accessi, mentre l'OLAF e l'EPPO le utilizzeranno anche per i propri meccanismi di controllo interno. La Commissione deve stabilire i dettagli tecnici, inclusi i tipi di ricerche consentite, i controlli di accesso e le misure per prevenire l'uso non autorizzato o interrogazioni troppo ampie.
La necessità di un accesso più diretto è legata al carattere transfrontaliero delle frodi IVA. Le informazioni ricevute separatamente dalle autorità nazionali potrebbero non fornire abbastanza rapidamente l'immagine completa di una rete che opera in più Stati, e Eurofisc può combinare e analizzare i dati scambiati tra le amministrazioni fiscali per identificare schemi sospetti a livello europeo.
I nuovi strumenti arrivano in un momento in cui l'OLAF riporta un'attività significativa nella protezione delle entrate europee contro le frodi doganali e IVA all'importazione. Nel 2025, la sua attività di identificazione della sottovalutazione delle merci e delle frodi relative all'origine, insieme al supporto fornito alle autorità doganali per verifiche transfrontaliere, ha avuto un impatto stimato di quasi 958 milioni di euro.
La relazione annuale dell'OLAF mostra anche una cooperazione più intensa con la Procura europea. Nel 2025, l'OLAF ha trasmesso all'EPPO 93 rapporti su possibili reati, di cui 55 hanno portato all'apertura di un'indagine, mentre l'EPPO ha trasmesso 96 casi all'OLAF. L'Ufficio ha aperto nello stesso anno 51 indagini complementari e ha concluso 38.
Questa cooperazione consente ai due organismi di lavorare sulla stessa rete attraverso strumenti diversi. L'EPPO svolge indagini e azioni penali per reati che colpiscono gli interessi finanziari dell'UE nei limiti delle proprie competenze, mentre l'OLAF svolge indagini amministrative e supporta le autorità nazionali ed europee nel recupero di fondi o nella prevenzione delle perdite.
La frode transfrontaliera con IVA può coinvolgere catene di aziende e transazioni costruite per evitare il pagamento della tassa o per richiedere ingiustificatamente rimborsi. Per il bilancio dell'UE, il problema è rilevante poiché una parte delle entrate dell'Unione è legata alla base IVA degli Stati membri, e le frodi all'importazione possono colpire simultaneamente l'IVA e i dazi doganali.
Le regole adottate a luglio 2026 creano per la prima volta una base esplicita per l'accesso centralizzato dell'OLAF e dell'EPPO a determinate informazioni relative all'IVA a livello dell'Unione. Il sistema sarà introdotto in modo graduale, con le principali funzioni disponibili da agosto 2027 e accesso a VIES da luglio 2030.
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