La commissione per l’ambiente, il clima e la sicurezza alimentare (ENVI) del Parlamento europeo ha sostenuto la semplificazione temporanea di alcuni obblighi amministrativi relativi alla responsabilità estesa del produttore, ma ha limitato la deroga proposta dalla Commissione europea in modo che ne beneficino soltanto le piccole e medie imprese stabilite nell’Unione. Le aziende al di fuori dell’UE continuerebbero a essere obbligate a designare rappresentanti autorizzati, mentre la responsabilità dei produttori per la gestione dei prodotti lungo il loro ciclo di vita, anche quando diventano rifiuti, non viene eliminata.
In breve
ENVI ha adottato con 74 voti favorevoli, nessun voto contrario e quattro astensioni la posizione sulle batterie e sugli imballaggi.
La posizione relativa a prodotti tessili, calzature, apparecchi elettronici e prodotti di plastica monouso è passata con 72 voti favorevoli, nessun voto contrario e cinque astensioni.
La Commissione europea aveva proposto la sospensione generale fino al 2035 dell’obbligo di designare un rappresentante autorizzato, ma ENVI vuole che la deroga sia limitata alle PMI stabilite nell’UE.
Le aziende al di fuori dell’Unione continuerebbero ad aver bisogno di rappresentanti autorizzati per adempiere agli obblighi relativi alla responsabilità estesa del produttore.
La deroga sarebbe temporanea e cesserebbe automaticamente quando entreranno in vigore le norme europee orizzontali sull’economia circolare. Le posizioni di ENVI devono prima essere confermate in plenaria.
Le misure riguardano la cosiddetta responsabilità estesa del produttore, nota con l’abbreviazione EPR. Nell’ambito di queste norme, le aziende che immettono prodotti sul mercato europeo hanno responsabilità che continuano anche dopo la vendita, compresa la fase in cui i prodotti diventano rifiuti. Il sistema mira a fare in modo che una parte dei costi e degli obblighi associati alla raccolta, al trattamento e alla gestione dei prodotti alla fine del loro ciclo di vita resti a carico dei produttori.
Uno degli obblighi amministrativi associati a questi sistemi è la designazione di un rappresentante autorizzato. La proposta della Commissione europea mirava a sospendere fino al 2035 questo requisito in maniera più ampia, in attesa di un quadro europeo più coerente per l’economia circolare. ENVI ha tuttavia scelto un approccio più restrittivo, ritenendo che la semplificazione debba aiutare innanzitutto le piccole e medie imprese europee, senza ridurre gli obblighi delle aziende stabilite al di fuori dell’Unione.
Secondo la posizione adottata, la sospensione sarebbe disponibile per le PMI stabilite nell’UE. Il comunicato del Parlamento definisce in questo contesto le PMI come aziende con meno di 250 dipendenti e un fatturato annuo inferiore a 50 milioni di EUR o un totale di bilancio annuo inferiore a 43 milioni di EUR. Le aziende che non sono stabilite nell’Unione continuerebbero a designare rappresentanti autorizzati.
Questa delimitazione presenta anche una dimensione concorrenziale. Se l’obbligo fosse sospeso nello stesso modo sia per le aziende europee sia per quelle di paesi terzi, le imprese che vendono nel mercato unico senza essere stabilite al suo interno beneficerebbero della stessa riduzione amministrativa. La posizione di ENVI mantiene il rappresentante per gli operatori al di fuori dell’UE, offrendo nel contempo una semplificazione temporanea alle PMI europee.
I due voti riguardano gruppi diversi di prodotti. Nel fascicolo relativo alle batterie e agli imballaggi, la posizione è stata adottata con 74 voti favorevoli, nessun voto contrario e quattro astensioni. Nel secondo fascicolo, che riguarda i prodotti tessili, le calzature, gli apparecchi elettronici e i prodotti di plastica monouso, il risultato è stato di 72 voti favorevoli, nessun voto contrario e cinque astensioni. Il verbale della riunione conferma l’adozione delle due posizioni mediante votazione nominale, mentre il comunicato del Parlamento fornisce i risultati completi.
In entrambi i casi, la modifica proposta è di natura amministrativa e non annulla il principio della responsabilità estesa del produttore. Le aziende restano responsabili degli obblighi previsti dal regime EPR. Ciò che viene temporaneamente sospeso per la categoria interessata dal Parlamento è l’obbligo aggiuntivo di designare il rappresentante autorizzato.
ENVI chiede anche misure di semplificazione più ampie. Gli eurodeputati vogliono un migliore riutilizzo e una maggiore condivisione delle informazioni già fornite alle autorità dei diversi Stati membri, sistemi digitali interoperabili e requisiti comuni di rendicontazione. L’obiettivo è ridurre i casi in cui la stessa azienda deve trasmettere informazioni simili attraverso meccanismi nazionali diversi per rispettare norme europee costruite attorno allo stesso principio.
La relatrice Ingeborg ter Laak ha presentato la misura come una soluzione transitoria per le piccole imprese, fino a quando l’UE adotterà un quadro orizzontale più coerente. Secondo il comunicato del Parlamento, il suo argomento è che le imprese non dovrebbero essere costrette a sostenere per anni oneri amministrativi considerati inutili mentre le istituzioni preparano la soluzione legislativa permanente.
Il carattere temporaneo è previsto esplicitamente da una clausola di cessazione. La sospensione dovrebbe scomparire automaticamente quando entreranno in vigore le norme generali sull’economia circolare che sostituiranno la soluzione transitoria. La Commissione europea dovrebbe presentare un atto completo sull’economia circolare più avanti nel 2026, e le misure discusse da ENVI fanno parte del pacchetto di semplificazione ambientale.
Questa clausola è importante perché la posizione del Parlamento non mira a creare due sistemi permanenti distinti per le PMI e per le grandi aziende. La logica è eliminare temporaneamente un obbligo amministrativo per le piccole imprese dell’UE fino a quando l’architettura generale della responsabilità dei produttori sarà armonizzata a livello europeo.
Per le aziende di paesi terzi, tuttavia, il rappresentante resta nell’architettura proposta da ENVI. Pertanto, una società al di fuori dell’Unione che immette i prodotti interessati sul mercato europeo non beneficerebbe della deroga concessa a una PMI stabilita in uno Stato membro. Questa differenza è una delle modifiche più importanti rispetto all’approccio iniziale più ampio della Commissione.
Le due posizioni adottate da ENVI non rappresentano ancora la forma definitiva della legislazione. Devono essere confermate dal Parlamento europeo in plenaria, fase prevista nella sessione dal 19 al 22 ottobre. Se la plenaria confermerà i mandati, il Parlamento potrà avviare i negoziati con il Consiglio sui testi finali.
Pertanto, i voti in ENVI non significano che le PMI europee siano già esentate dall’obbligo. Essi stabiliscono la posizione della commissione parlamentare per la fase successiva del processo legislativo. La situazione giuridica effettiva cambierà soltanto dopo la conclusione della procedura e l’entrata in vigore degli atti adottati.
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