Il più ampio studio genomico europeo sulle Enterobacterales resistenti ai carbapenemi e/o colistina mostra segnali di aggravamento per Klebsiella pneumoniae ed Escherichia coli. I dati provengono da oltre 300 ospedali in 36 paesi e indicano la necessità di una sorveglianza genomica più forte.
Il Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie annuncia che uno studio genomico condotto in oltre 300 ospedali in 36 paesi indica segnali di aggravamento della diffusione di batteri resistenti agli antibiotici di ultima linea.
In breve
Lo studio è la più ampia indagine genomica europea condotta finora sulle Enterobacterales resistenti ai carbapenemi e/o colistina.
I dati sono stati raccolti nel 2019 in oltre 300 ospedali in 36 paesi.
Per Klebsiella pneumoniae, lo studio mostra la continuazione della circolazione di ceppi ad alto rischio e l'emergere di evoluzioni preoccupanti.
Per Escherichia coli, l'ECDC segnala il rischio che le forme resistenti ai carbapenemi diventino endemiche in Europa se non vengono adottate nuove misure di sanità pubblica.
La raccolta dei dati per il terzo studio europeo sulle Enterobacterales resistenti ai carbapenemi, CRE25, è in corso.
Il Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie ha annunciato la pubblicazione dei risultati del più ampio studio genomico europeo condotto finora sulle Enterobacterales resistenti ai carbapenemi e/o colistina, CCRE.
Lo studio offre la più completa immagine genomica disponibile finora su questi batteri negli ospedali europei.
Le Enterobacterales resistenti ai carbapenemi sono considerate agenti patogeni di priorità critica, poiché possono causare infezioni difficili da trattare, con opzioni terapeutiche limitate e con uno sviluppo insufficiente di nuovi antibiotici.
I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista Lancet Microbe, attraverso articoli separati riguardanti Klebsiella pneumoniae ed Escherichia coli, e in un rapporto dettagliato dell'ECDC.
Lo studio è stato coordinato dall'ECDC, in collaborazione con l'Agenzia di Sanità Pubblica della Svezia e il Centre for Genomic Pathogen Surveillance dell'Istituto di Scienze Pandemiche dell'Università di Oxford.
L'indagine ha incluso dati epidemiologici, microbiologici e dati ottenuti tramite sequenziamento dell'intero genoma, raccolti nel 2019 in oltre 300 ospedali in 36 paesi.
L'ECDC descrive lo studio come il secondo grande esercizio europeo strutturato di sorveglianza genomica dopo l'European Survey of Carbapenemase-producing Enterobacteriaceae, EuSCAPE, condotto nel 2013-2014.
Il nuovo studio segna il passaggio da valutazioni epidemiologiche precedenti a una sorveglianza genomica integrata a livello europeo.
L'iniziativa non si è limitata alla raccolta di dati. I paesi partecipanti hanno subito valutazioni di capacità, formazioni e esercizi esterni di assicurazione della qualità, per supportare l'implementazione di metodi genomici nei laboratori nazionali di riferimento.
L'ECDC afferma che questo sforzo coordinato ha permesso a molti paesi europei di avanzare verso la sorveglianza genomica di routine della resistenza antimicrobica.
La capacità dei laboratori nazionali di riferimento partecipanti alla rete EURGen-Net è stata supportata anche da iniziative più ampie della Commissione Europea, inclusi HERA Incubator, il progetto EURGen-RefLabCap, il supporto attraverso il programma EU4Health e il programma di formazione ECDC GenEpi-BioTrain.
Per Klebsiella pneumoniae, lo studio CCRE mostra che ceppi ad alto rischio resistenti ai carbapenemi, già identificati durante EuSCAPE, hanno continuato a circolare negli ospedali europei.
L'ECDC segnala anche cambiamenti preoccupanti per Klebsiella pneumoniae, inclusa l'acquisizione più frequente di geni carbapenemasi da parte di ceppi ad alto rischio, l'espansione di nuovi ceppi emergenti ad alto rischio e la crescente diffusione di isolati che portano geni di virulenza.
Per Escherichia coli, lo studio indica diversi segnali di allerta riguardo all'aggravamento della situazione epidemiologica in Europa.
Questi segnali includono l'acquisizione più frequente di geni carbapenemasi da parte di tipi di sequenza ad alto rischio e una maggiore diffusione clonale di ceppi multidrug-resistenti.
Un risultato importante è il rilevamento aumentato di isolati di Escherichia coli che portano il gene carbapenemasi NDM-5.
L'ECDC afferma che questi risultati suggeriscono un alto rischio che Escherichia coli resistente ai carbapenemi diventi endemico in Europa se non vengono implementate misure di sanità pubblica aggiuntive.
Presi insieme, i risultati mostrano modelli epidemiologici eterogenei, ma sempre più preoccupanti. La situazione varia tra i paesi, da casi sporadici a circolazione endemica.
L'ECDC sottolinea che i dati genomici sono essenziali per monitorare la diffusione della resistenza antimicrobica in Europa.
Lo studio offre anche dati di riferimento per future ricerche su Klebsiella pneumoniae ed Escherichia coli resistenti ai carbapenemi.
La raccolta dei dati per il terzo studio europeo sulle Enterobacterales resistenti ai carbapenemi, CRE25, è in corso.
CRE25 utilizza un protocollo di campionamento semplificato e reporting rapido, supportato dalla capacità aumentata di sequenziamento dell'intero genoma nei laboratori nazionali di riferimento.
La resistenza antimicrobica è una delle principali minacce per la salute pubblica, poiché riduce l'efficacia dei trattamenti esistenti e può trasformare infezioni trattabili in infezioni con opzioni limitate.
I carbapenemi sono antibiotici comunemente usati come opzioni di ultima linea per infezioni batteriche gravi. La colistina è anch'essa utilizzata in situazioni in cui altri trattamenti non sono più efficaci.
Le Enterobacterales includono batteri come Klebsiella pneumoniae ed Escherichia coli. Alcuni ceppi possono acquisire geni di resistenza che li rendono difficili da trattare e che possono diffondersi tra ospedali, pazienti e paesi.
La sorveglianza genomica consente l'identificazione dettagliata di ceppi batterici, geni di resistenza e modelli di trasmissione. Per le autorità sanitarie, queste informazioni possono supportare risposte più rapide e meglio mirate.
Attraverso EURGen-Net e i programmi europei di supporto per i laboratori nazionali, l'ECDC mira a rafforzare la capacità degli stati di rilevare e monitorare i batteri resistenti agli antibiotici in modo comparabile a livello europeo.
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