Gli stati europei dovrebbero monitorare l'influenza, il COVID-19 e il virus respiratorio sinciziale per tutto l'anno, inclusi i mesi estivi, per rilevare più rapidamente nuove varianti, aumenti inaspettati dei contagi e la pressione sugli ospedali. Il Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie propone un sistema comune che riunisce dati sui casi lievi, ricoveri, risultati di laboratorio e caratteristiche genetiche dei virus.
In breve
L'ECDC raccomanda che il monitoraggio dei virus respiratori continui per tutto l'anno, poiché il SARS-CoV-2 non si è trasformato in un virus esclusivamente invernale, e epidemie di influenza e virus respiratorio sinciziale possono verificarsi anche al di fuori della stagione abituale. Anche durante i periodi con pochi casi, gli stati dovrebbero mantenere la capacità di identificare, valutare e comunicare rapidamente segnali insoliti.
Il sistema di base dovrebbe combinare le informazioni ricevute dai medici di famiglia, ospedali, laboratori e team che sequenziano i virus. I dati devono mostrare non solo quante persone si ammalano, ma anche quali categorie sono più esposte a forme gravi, quanti pazienti arrivano in terapia intensiva e se compaiono varianti più trasmissibili o più resistenti ai trattamenti.
L'ECDC considera che il monitoraggio negli ospedali sia essenziale e non possa essere sostituito da altre fonti. Gli stati sono incoraggiati a monitorare i pazienti ricoverati con infezioni respiratorie gravi, a registrare la loro evoluzione e a combinare queste informazioni con i test per l'influenza, il SARS-CoV-2 e il virus respiratorio sinciziale.
I dati dalle acque reflue, la mortalità, l'occupazione degli ospedali, la vendita di farmaci, l'assenteismo e le segnalazioni volontarie della popolazione possono completare il sistema. Tuttavia, l'ECDC avverte che queste fonti da sole non forniscono informazioni sufficienti sull'età dei pazienti, la gravità della malattia o la variante virale e devono essere interpretate insieme ai dati medici.
Le informazioni raccolte devono essere utilizzate per decisioni concrete, come il calendario delle campagne di vaccinazione, le raccomandazioni sugli antivirali, la preparazione dei letti e del personale medico o le misure di protezione durante i periodi di elevata trasmissione. L'ECDC pubblicherà moduli aggiuntivi nel 2026 e 2027 riguardo le dimensioni dei sistemi, le soglie di allerta, le cartelle cliniche elettroniche e la possibile sorveglianza tramite acque reflue.
Il Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie ha pubblicato un nuovo quadro per il monitoraggio integrato dei virus respiratori nell'Unione Europea e nello Spazio Economico Europeo. Il documento copre principalmente l'influenza, il SARS-CoV-2, il virus respiratorio sinciziale, noto con l'acronimo RSV, e altri virus che causano infezioni respiratorie acute.
I sistemi tradizionali spesso monitoravano ogni virus separatamente e si concentravano principalmente sulla stagione fredda. L'ECDC raccomanda ora di riunire le informazioni epidemiologiche e di laboratorio per costruire un'immagine comune sulle infezioni respiratorie, dai casi lievi trattati nella medicina primaria fino ai ricoveri, alla terapia intensiva e ai decessi.
Il nuovo quadro persegue tre obiettivi. Le autorità devono monitorare dove, quando e in quali gruppi si diffondono le malattie respiratorie, seguire le modifiche genetiche e biologiche dei virus e valutare il carico della malattia, l'efficacia dei vaccini e l'effetto delle interventi di sanità pubblica.
I medici di famiglia e altri servizi di assistenza primaria possono fornire i primi segnali riguardo l'aumento della circolazione dei virus nella comunità. Alcuni pazienti con sintomi di influenza o infezione respiratoria acuta dovrebbero essere testati secondo protocolli comuni, in modo che le autorità possano stimare quali virus causano le malattie e quanto rapidamente si diffondono.
L'ECDC attribuisce particolare importanza al monitoraggio dei casi gravi negli ospedali. I sistemi dovrebbero includere pazienti ricoverati con infezioni respiratorie acute gravi, registrare l'età, le patologie preesistenti, il ricovero in terapia intensiva, la dimissione o il decesso e associare queste informazioni ai risultati dei test.
Monitorare solo i test positivi negli ospedali può produrre un'immagine incompleta, poiché le pratiche di test variano tra ospedali, periodi e categorie di pazienti. L'ECDC preferisce un sistema in cui i pazienti siano inclusi secondo una definizione clinica standardizzata della malattia respiratoria grave, e il test per più virus sia integrato nella sorveglianza.
I laboratori devono mantenere la capacità di identificare i tipi e i sottotipi dei virus influenzali e di sequenziare l'influenza, il SARS-CoV-2 e l'RSV. Queste analisi possono rilevare nuove linee genetiche, modifiche che influenzano la trasmissione o la gravità e eventuali differenze tra i virus circolanti e la composizione dei vaccini.
L'ECDC raccomanda l'uso di test PCR multiplex, che possono rilevare simultaneamente più virus respiratori. Tutti i campioni positivi per l'influenza provenienti dai centri di sorveglianza dovrebbero essere tipizzati e sottotipizzati, inclusi per rilevare virus influenzali insoliti, provenienti da animali, che possono apparire al di fuori della stagione.
Gli stati che non possono eseguire determinate analisi complesse dovrebbero inviare campioni a laboratori europei o centri di riferimento dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. Lo scambio di campioni e dati consente di valutare i rischi a livello europeo anche se una nuova variante appare inizialmente in un numero ridotto di paesi.
Il monitoraggio deve essere mantenuto anche in estate. L'ECDC dimostra che il SARS-CoV-2 non ha attualmente un modello esclusivamente stagionale, e le epidemie di influenza e RSV possono verificarsi al di fuori dei mesi invernali. I virus influenzali rilevati in estate possono fornire indizi sulla stagione successiva e su quanto bene i vaccini si adattino ai ceppi che iniziano a circolare.
Gli stati con risorse limitate possono ridurre l'intensità di alcune attività durante i periodi tranquilli, ma devono mantenere un livello minimo di monitoraggio e la capacità di espandere rapidamente il testing. L'ECDC raccomanda che il monitoraggio negli ospedali sia protetto anche durante i periodi di budget o personale limitato, poiché non può essere facilmente sostituito da altri sistemi.
I dati principali possono essere completati monitorando la mortalità, i focolai nelle case di cura e altre istituzioni, i virus nelle acque reflue e i sintomi segnalati volontariamente tramite piattaforme digitali. Le informazioni sull'occupazione degli ospedali, la copertura vaccinale, l'efficacia dei vaccini, la vendita di farmaci e l'assenteismo nelle scuole o nei luoghi di lavoro possono fornire segnali aggiuntivi.
Le acque reflue possono mostrare che un virus circola nella comunità prima che il cambiamento diventi visibile nei dati clinici. Tuttavia, il metodo non può indicare da solo l'età delle persone infette, la gravità della malattia, i fattori di rischio o la variante esatta e deve essere combinato con il testing dei pazienti e la caratterizzazione dei virus.
L'ECDC include tra le fonti aggiuntive anche le ricerche su internet, i post sui sintomi, gli acquisti di farmaci per febbre o tosse e l'aumento dell'assenteismo. Questi segnali possono indicare un'intensificazione della trasmissione, ma possono essere influenzati dall'interesse pubblico e dalle notizie e non confermano da sole l'esistenza di un focolaio.
I dati devono essere trasformati in decisioni pratiche. Le autorità possono usarli per stabilire quando iniziare le campagne di vaccinazione, quali gruppi ricevere priorità, quando informare i medici sull'uso degli antivirali e come gli ospedali sono preparati per un'ondata di pazienti.
La pianificazione degli ospedali può includere la prenotazione di letti, l'organizzazione dei reparti respiratori, la protezione del personale, l'espansione del testing e la preparazione delle unità di terapia intensiva per bambini. Le raccomandazioni alla popolazione possono includere l'igiene delle mani, l'evitare assembramenti, l'uso della mascherina in determinate situazioni e misure aggiuntive per i gruppi vulnerabili.
L'ECDC vede le cartelle cliniche elettroniche e l'intelligenza artificiale come strumenti che possono accelerare la raccolta e l'analisi delle informazioni. L'automazione potrebbe ridurre la dipendenza dalla segnalazione manuale dei medici e potrebbe mantenere i sistemi funzionanti durante i periodi in cui gli ospedali sono molto sollecitati.
L'Agenzia avverte che i dati elettronici variano tra gli stati, e le informazioni raccolte per il trattamento dei pazienti non sono sempre complete o comparabili per la sorveglianza. L'uso dell'intelligenza artificiale solleva anche interrogativi sulla protezione dei dati, la governance e la validità dei metodi.
Il quadro pubblicato a luglio 2026 è il primo modulo di un sistema che sarà
completato gradualmente. L'ECDC intende pubblicare nel corso dell'anno moduli riguardanti il numero e la frequenza dei campioni da analizzare e le soglie utilizzate per identificare le epidemie, e per il 2027 sta preparando orientamenti riguardanti la sorveglianza basata su cartelle cliniche elettroniche.
Il documento consente a ciascuno stato di adattare il sistema alla struttura dei servizi sanitari, alle risorse e ai rischi locali, ma richiede l'uso di definizioni e metodi sufficientemente vicini affinché i dati possano essere confrontati a livello europeo. L'ECDC pubblica settimanalmente le informazioni trasmesse dagli stati nella sintesi europea sui virus respiratori.
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