Il Consiglio dell’Unione europea ha adottato lunedì 19 ottobre 2026, a Lussemburgo, la raccomandazione sulla lotta all’esclusione abitativa, compresa la condizione di senza dimora. Il documento, presentato a nome della Presidenza irlandese dal ministro irlandese per l’Edilizia abitativa, l’Amministrazione locale e il Patrimonio, James Browne, raccomanda misure che combinano la prevenzione della perdita dell’alloggio con il sostegno all’accesso a un’abitazione sicura e stabile.
In breve, il Consiglio ha confermato il 19 ottobre l’adozione della raccomandazione sulla lotta all’esclusione abitativa, compresa la condizione di senza dimora. James Browne l’ha presentata all’arrivo alla riunione come la prima raccomandazione del Consiglio dedicata a queste problematiche. Le misure proposte combinano prevenzione, sostegno di emergenza e accesso ad alloggi stabili, con servizi adeguati alla persona. Gli Stati sono incoraggiati a riferire ogni cinque anni; la raccomandazione non ha forza giuridicamente vincolante.
All’arrivo al Consiglio Occupazione, politica sociale, salute e consumatori (EPSCO), Browne ha descritto l’iniziativa come la prima raccomandazione del Consiglio dedicata all’esclusione abitativa e alla condizione di senza dimora. Ha affermato che l’iniziativa riflette la necessità di interventi più incisivi negli Stati membri e ha espresso l’auspicio che il testo fosse adottato nel corso della giornata. L’adozione è stata successivamente confermata dal comunicato del Consiglio.
L’esclusione abitativa è più ampia della condizione di senza dimora. Quest’ultima comprende il dormire per strada e il soggiorno in strutture di emergenza o in alloggi temporanei per persone senza dimora. L’esclusione abitativa comprende anche condizioni abitative inadeguate o insicure, ad esempio in situazioni di rischio di sfratto o di violenza domestica.
Gli Stati sono incoraggiati ad adottare o rafforzare quadri strategici con obiettivi misurabili e scadenze chiare. Tra gli strumenti raccomandati figurano la consulenza sul debito, la mediazione, il sostegno di emergenza per il pagamento dell’affitto e le misure di protezione per i nuclei familiari minacciati di sfratto.
Per le persone che già vivono in condizioni di senza dimora, il testo promuove un accesso semplificato ai servizi sociali, sanitari e di sostegno, anche attraverso punti di accesso unici ed équipe multidisciplinari. L’approccio orientato all’alloggio privilegia l’accesso rapido a un’abitazione adeguata e sicura, a lungo termine, accompagnato, se necessario, da servizi di sostegno adeguati alla persona.
La raccomandazione incoraggia inoltre l’aumento dell’offerta di alloggi sociali e a prezzi accessibili attraverso investimenti, la ristrutturazione e un migliore utilizzo del patrimonio abitativo esistente. Le persone in situazioni di vulnerabilità, i bambini e i giovani che lasciano l’assistenza istituzionale o il sistema di affidamento rientrano tra i gruppi ai quali il documento riserva particolare attenzione.
Ai sensi dell’articolo 288 TFUE, le raccomandazioni non hanno forza giuridicamente vincolante. L’adozione del testo non crea automaticamente un diritto all’assegnazione di un’abitazione e non istituisce, di per sé, un regime di finanziamento per i beneficiari. L’attuazione dipende dalle misure e dalle risorse stabilite dalle autorità nazionali, regionali e locali.
Agli Stati membri si raccomanda di riferire alla Commissione ogni cinque anni sui risultati del monitoraggio nazionale e sui progressi nell’attuazione della raccomandazione. Il Consiglio accoglie con favore l’intenzione della Commissione di valutare i progressi e di presentargli una relazione cinque anni dopo l’adozione. La proposta iniziale della Commissione, COM(2026) 540 final, è datata 6 maggio 2026 ed è stata presentata insieme alla prima Strategia dell’UE per la lotta alla povertà.
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