La Commissione europea e il Comitato economico e sociale europeo (CESE) hanno firmato giovedì 22 ottobre 2026 un memorandum d’intesa per cooperare nell’attuazione della strategia dell’UE contro la povertà e nel rafforzamento della Garanzia europea per l’infanzia. L’accordo prevede il coinvolgimento dei datori di lavoro, dei sindacati, delle organizzazioni della società civile e delle persone che vivono in condizioni di povertà nell’elaborazione, nell’attuazione e nel monitoraggio delle politiche europee.
In breve, la Commissione e il CESE hanno firmato il memorandum il 22 ottobre 2026 a Bruxelles. La cooperazione riguarda l’attuazione della strategia dell’UE contro la povertà e il rafforzamento della Garanzia europea per l’infanzia, con il coinvolgimento della società civile, dei datori di lavoro, dei sindacati e delle persone interessate. Nel 2025, 92,7 milioni di persone nell’UE erano a rischio di povertà o esclusione sociale: il 20,9% della popolazione. Il totale comprende 19,3 milioni di bambini. La cifra arrotondata di 93 milioni non è una nuova stima per ottobre 2026. Il CESE contribuirà attraverso pareri, analisi, consultazioni e attività di monitoraggio. Sono previsti dibattiti annuali in sessione plenaria e scambi regolari tra il commissario responsabile e il presidente del Comitato. L’obiettivo dell’UE per il 2030 è ridurre di almeno 15 milioni, rispetto al 2019, il numero delle persone a rischio di povertà o esclusione sociale, compresi almeno cinque milioni di bambini. L’eradicazione della povertà entro il 2050 è un’ambizione a lungo termine. La strategia prevede per il 2026 la Coalizione contro la povertà e per il 2027 il dialogo strutturato con le persone interessate, una raccomandazione della Commissione sulla povertà dei lavoratori e una proposta sull’accesso integrato ai servizi. La firma del memorandum non equivale al lancio di queste iniziative. Boland ha chiesto obiettivi misurabili e valutazioni annuali attraverso il Semestre europeo. L’EAPN ha chiesto di collegare il futuro bilancio 2028–2034 agli obiettivi sociali; i negoziati sono in corso. Lo studio presentato durante il dibattito individua dieci fattori della povertà intergenerazionale e analizza 32 strumenti europei. Il memorandum stabilisce una cooperazione istituzionale, non un meccanismo attraverso il quale le famiglie possano richiedere direttamente nuove sovvenzioni o prestazioni.
Il memorandum è stato firmato a Bruxelles da Roxana Mînzatu, vicepresidente esecutiva della Commissione europea responsabile per i diritti sociali e le competenze, i posti di lavoro di qualità e la preparazione, e da Séamus Boland, presidente del CESE. La firma si è svolta nell’ambito del dibattito sull’eradicazione della povertà entro il 2050, organizzato durante la sessione plenaria del Comitato del 21–22 ottobre, nell’edificio Paul-Henri Spaak del Parlamento europeo.
Nel 2025, 92,7 milioni di persone nell’UE, pari al 20,9% della popolazione, erano a rischio di povertà o esclusione sociale, secondo i dati Eurostat presentati dalla Commissione. Nel totale sono compresi 19,3 milioni di minori di 18 anni, circa un bambino su quattro. L’indicatore riunisce le persone che si trovano in almeno una di tre situazioni: rischio di povertà monetaria, grave deprivazione materiale e sociale oppure vita in una famiglia con un’intensità lavorativa molto bassa. La cifra di circa 93 milioni utilizzata nella presentazione della strategia è un arrotondamento e non rappresenta una nuova stima per ottobre 2026.
L’Unione mira a ridurre di almeno 15 milioni, entro il 2030 e rispetto al livello del 2019, il numero delle persone a rischio di povertà o esclusione sociale, compresi almeno cinque milioni di bambini. L’eradicazione della povertà entro il 2050 è l’ambizione a lungo termine della strategia.
Il memorandum sostiene l’attuazione della strategia adottata dalla Commissione il 6 maggio 2026. La Commissione e il CESE individueranno congiuntamente i settori in cui il contributo del Comitato può essere particolarmente utile, dando priorità alle iniziative rilevanti per datori di lavoro, lavoratori e organizzazioni della società civile. Il CESE contribuirà attraverso pareri, analisi, consultazioni e attività di sostegno all’attuazione e al monitoraggio delle misure.
La cooperazione comprende dibattiti annuali in sessione plenaria del CESE e scambi regolari tra il commissario europeo responsabile e il presidente del Comitato. Il comunicato ufficiale sottolinea anche il coinvolgimento delle persone con esperienza diretta della povertà. Separatamente, il calendario della strategia prevede per il 2027 il lancio di un dialogo strutturato con le persone interessate, per consultarle sull’elaborazione, l’attuazione e il monitoraggio delle politiche.
La lotta alla povertà infantile è una componente esplicita dell’accordo. Il rafforzamento della Garanzia europea per l’infanzia mira a migliorare l’accesso dei bambini vulnerabili all’istruzione, ai servizi di assistenza, all’assistenza sanitaria, a un’alimentazione sana e ad alloggi adeguati. Il memorandum è un meccanismo di cooperazione istituzionale, non un bando attraverso il quale le famiglie possano richiedere direttamente nuovi finanziamenti o prestazioni sociali.
Nel corso del dibattito, Séamus Boland ha chiesto interventi sulle cause interconnesse della povertà: reddito, occupazione, istruzione, alloggi, salute, assistenza e accesso ai servizi essenziali. Il presidente del CESE ha sostenuto la definizione di obiettivi misurabili, l’uso efficace dei fondi europei, investimenti nazionali duraturi e valutazioni annuali della situazione della povertà in ogni Stato membro attraverso il Semestre europeo.
Roxana Mînzatu ha collegato la firma dell’accordo alla trasformazione degli obiettivi sociali europei in azioni comuni e risultati concreti. La vicepresidente esecutiva ha presentato una cooperazione più stretta e il dialogo con il CESE come strumenti per promuovere gli obiettivi del 2030 e l’ambizione per il 2050.
La strategia riunisce misure riguardanti reddito, occupazione, protezione sociale, alloggi, accesso ai servizi e lotta alla discriminazione. Per il 2027, il calendario prevede una raccomandazione della Commissione sulla lotta alla povertà delle persone che lavorano e una proposta di raccomandazione del Consiglio per un accesso più semplice e integrato ai servizi.
La cooperazione con il CESE comprende il sostegno ai contatti con la futura Coalizione contro la povertà, destinata al settore privato e alle organizzazioni filantropiche. La strategia ne prevede il lancio nel 2026. Il comunicato del 22 ottobre la presenta come un’iniziativa futura; la firma del memorandum tra Commissione e CESE è un’iniziativa distinta dal lancio della coalizione.
Carlos Susías, presidente della Rete europea contro la povertà (EAPN), ha chiesto che il futuro bilancio pluriennale dell’Unione per il periodo 2028–2034 sia compatibile con la strategia contro la povertà e con il Pilastro europeo dei diritti sociali. Il comunicato del CESE precisa che i negoziati su questo quadro finanziario sono in corso.
Ai partecipanti sono stati presentati anche i risultati di uno studio commissionato dal CESE sulla trasmissione degli svantaggi tra le generazioni. La ricerca individua dieci fattori della povertà intergenerazionale e analizza 32 strumenti europei di politica pubblica. Tra gli aspetti evidenziati figurano l’istruzione dei genitori e la stabilità familiare.
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