L'Austria ha notificato la Commissione Europea riguardo a un progetto di legge che introdurrebbe un'età minima di 14 anni per l'utilizzo dei social network. L'esecutivo europeo ha al massimo tre mesi per analizzare se la misura rispetta il Digital Services Act e le competenze stabilite a livello UE.
La Commissione Europea ha iniziato l'analisi di un progetto di legge austriaco che limiterebbe l'accesso ai social network per i bambini sotto i 14 anni. L'Austria ha notificato ufficialmente il testo, e la Commissione ha a disposizione massimo tre mesi per verificare se le misure proposte siano compatibili con il Digital Services Act e con il sistema europeo di sorveglianza delle piattaforme.
L'analisi non stabilisce in anticipo che il progetto violi la legislazione UE. Alla fine del periodo di esame, la Commissione può formulare osservazioni o un parere dettagliato e può richiedere modifiche se identifica una sovrapposizione con regole già armonizzate a livello europeo.
In breve
1.L'Austria ha trasmesso alla Commissione il progetto di legge che introdurrebbe un'età minima di 14 anni per l'utilizzo dei social network.
2.La Commissione ha massimo tre mesi per esaminare il testo e la sua relazione con il Digital Services Act.
3.L'analisi verificherà se l'Austria introduce obblighi nazionali che si sovrappongono alle norme europee applicabili alle piattaforme.
4.La notifica non significa che il progetto sia stato approvato dalla Commissione né che sia stato considerato incompatibile con il diritto UE.
5.La Commissione sta preparando separatamente un approccio europeo riguardo alla protezione dei bambini sulle piattaforme sociali, ma non ha annunciato la forma giuridica o la data esatta dell'iniziativa.
La Commissione ha confermato la ricezione della notifica e ha precisato che valuterà il progetto in relazione al Digital Services Act. Il regolamento europeo stabilisce obblighi per le piattaforme, inclusi misure di protezione dei minori, valutazione dei rischi sistemici e regole riguardanti la pubblicità e la progettazione dei servizi accessibili ai bambini.
Un elemento dell'analisi sarà la delimitazione delle competenze tra le autorità austriache e il sistema europeo di applicazione del DSA. Le piattaforme più grandi sono sorvegliate direttamente dalla Commissione per i loro obblighi aggiuntivi, mentre le autorità nazionali hanno compiti nei limiti stabiliti dal regolamento.
La Commissione cerca di evitare l'emergere di sistemi nazionali che impongano alle piattaforme obblighi incompatibili con le norme armonizzate a livello europeo. Questo non esclude automaticamente le misure nazionali di protezione dei bambini, ma esse devono rispettare i settori in cui gli Stati membri mantengono la competenza di legiferare.
Il termine massimo per l'analisi è di tre mesi. La Commissione può inviare all'Austria osservazioni o un parere dettagliato se ritiene che il progetto possa influenzare il mercato interno o l'applicazione della legislazione europea.
L'Austria può essere invitata a rispondere alle osservazioni e ad adattare il testo prima della sua adozione. L'esistenza della procedura non indica però il risultato dell'analisi e non significa che il limite di 14 anni sia già stato considerato non conforme.
La Commissione non ha ancora presentato una valutazione sull'opportunità della soglia di età scelta dall'Austria. L'istituzione ha dichiarato che esaminerà il progetto e che non anticiperà le conclusioni prima del completamento dell'analisi.
L'iniziativa austriaca si inserisce in un dibattito più ampio riguardo alla verifica dell'età e all'accesso dei bambini alle piattaforme sociali. Diversi Stati europei stanno analizzando forme diverse di limitazione o condizionamento dell'accesso dei minori.
La Commissione sta lavorando separatamente a un approccio comune a livello dell'Unione. L'istituzione ha dichiarato che intende presentare un'iniziativa dopo l'estate, senza specificare se si tratterà di una proposta legislativa, di una raccomandazione o di un altro strumento.
La Commissione non ha confermato nemmeno la data esatta in cui presenterà l'iniziativa. L'annuncio non deve essere presentato come conferma di un divieto europeo per i bambini sotto una certa età, poiché il contenuto e la forma della misura non sono ancora stati stabiliti pubblicamente.
Fino a quando non sarà stabilito un approccio comune, i progetti nazionali devono essere valutati in relazione alla legislazione esistente. La Commissione afferma che la protezione dei bambini è l'obiettivo centrale, ma cerca allo stesso tempo di evitare la frammentazione delle regole applicabili alle piattaforme nel mercato unico.
Il Digital Services Act obbliga le piattaforme accessibili ai minori a introdurre misure adeguate e proporzionali per proteggere la loro vita privata, sicurezza e protezione. Il regolamento non stabilisce un'età minima unica per l'utilizzo di tutti i social network nell'Unione Europea.
La novità di questo sviluppo è la notifica ufficiale del progetto austriaco e l'apertura del periodo di analisi di massimo tre mesi. La Commissione non ha ancora raggiunto una conclusione sulla compatibilità del progetto con il diritto UE.
Il Digital Services Act obbliga le piattaforme accessibili ai minori a introdurre misure adeguate e proporzionali per proteggere la loro vita privata, sicurezza e protezione. Il regolamento non stabilisce un'età minima unica per l'utilizzo di tutti i social network nell'Unione Europea.
La novità di questo sviluppo è la notifica ufficiale del progetto austriaco e l'apertura del periodo di analisi di massimo tre mesi. La Commissione non ha ancora raggiunto una conclusione sulla compatibilità del progetto con il diritto UE.
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