La Commissione europea ha proposto giovedì di vietare l’accesso ai social network ai minori di 13 anni e di rendere obbligatori gli account supervisionati dai genitori fino all’età di 15 anni. La misura potrebbe diventare la più ampia restrizione di questo tipo al mondo, applicandosi a circa 450 milioni di abitanti dell’Unione europea.
Per applicare le regole, Bruxelles sta sviluppando un’applicazione gratuita e open source per la verifica dell’età. Lo strumento comunicherà alla piattaforma soltanto se l’utente soddisfa la soglia di età richiesta, senza rivelarne l’identità. Il codice potrà essere verificato indipendentemente e il sistema non prevede una banca dati centrale contenente età, documenti d’identità o dati biometrici.
Gli utenti dimostreranno la propria età una sola volta a un emittente designato a livello nazionale, come un fornitore di identità digitale, una banca o un ufficio postale. Ogni prova potrà essere utilizzata una sola volta, per limitare il tracciamento dell’attività online.
L’applicazione è in fase di test a Cipro, in Danimarca, Francia, Grecia, Irlanda, Italia e Spagna, e la Commissione stima che sarà disponibile in tutta l’UE entro la fine del 2026. Le piattaforme che non rispettano le regole potrebbero essere sanzionate in base alla legge sui servizi digitali, con multe fino al 6% del fatturato globale.
La proposta deve essere approvata dagli Stati membri e dal Parlamento europeo. L’iniziativa segue il modello dell’Australia, che ha fissato l’età minima a 16 anni, ma ha lasciato alle piattaforme la possibilità di creare i propri metodi di verifica. Le divergenze tra gli Stati e le decisioni dei tribunali, tra cui il blocco di un divieto analogo in Francia, potrebbero influenzare la forma finale della legge.
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