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ANALISI / Le elezioni in Russia: il Cremlino pone la guerra in Ucraina al centro del voto

Matei Gaginsky
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19 settembre 2026, 07:35
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Foto: www.shutterstock.com
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Le elezioni per la Duma di Stato della Russia, svoltesi dal 18 al 20 settembre, sono il primo scrutinio parlamentare organizzato da Mosca dopo l’inizio dell’invasione su vasta scala dell’Ucraina. La supremazia del partito Russia Unita è considerata un risultato prevedibile, ma il voto ha una rilevanza politica importante. Il Cremlino mira a dimostrare la stabilità interna, a integrare la guerra nella sua nuova élite politica e a riaffermare le rivendicazioni sui territori ucraini occupati.

Che cosa si elegge

I cittadini eleggono i 450 deputati della Duma di Stato, la camera bassa del parlamento russo, per la legislatura 2026–2031. Metà dei seggi è assegnata in circoscrizioni uninominali, mentre l’altra metà tramite liste di partito. Parallelamente, si svolgono elezioni per 11 governatori, 39 parlamenti regionali e diverse amministrazioni locali.

Lo scrutinio si svolge nell’arco di tre giorni e le autorità hanno aperto seggi anche nelle regioni di confine colpite dalla minaccia di attacchi con droni. In alcune zone, tra cui Soči, l’attività dei seggi è stata temporaneamente interrotta per motivi di sicurezza, mentre le autorità della regione di Mosca hanno mobilitato circa 3.000 dipendenti del Ministero per le Situazioni di Emergenza per la protezione dello scrutinio.

Favoriti e candidati

Russia Unita, il partito al potere, dovrebbe ottenere nuovamente la maggioranza. Nel 2021, la formazione ha conquistato oltre due terzi dei seggi della Duma, mentre l’attuale opposizione parlamentare, composta da comunisti, LDPR, Russia Giusta e Gente Nuova, dispone di uno spazio di competizione limitato e non contesta gli orientamenti strategici del Cremlino.

La lista di spicco di Russia Unita riflette le priorità del regime nel quinto anno di guerra. Tra i candidati di rilievo figurano il ministro degli Esteri Sergej Lavrov, il sindaco di Mosca Sergej Sobianin, il veterano di guerra Vladislav Golovin, la commissaria per i diritti dell’infanzia Marija Lvova-Belova e il corrispondente militare Evgenij Poddubnyj.

L’accento posto sui veterani è più che elettorale: indica l’intenzione del Cremlino di promuovere persone direttamente associate alla campagna militare e di costruire un’élite politica fedele, dal profilo patriottico e militarizzato. Nella regione di Mosca, il flusso di notizie locali ha messo in primo piano la partecipazione al voto dei veterani e delle loro famiglie, come parte del messaggio ufficiale sull’“unità” sociale attorno alla guerra.

Una competizione controllata?

Le elezioni si svolgono in un ambiente politico nel quale l’opposizione indipendente, la stampa critica e le organizzazioni civiche sono state fortemente limitate. L’opposizione contraria alla guerra ha scarse possibilità di rappresentanza e la candidatura di Polina Lermant, che conduce la campagna con il messaggio “votate per la pace”, è un’eccezione visibile, ma marginale rispetto all’infrastruttura elettorale e mediatica di cui dispone il potere.

Mosca non ha invitato osservatori elettorali dell’OSCE/ODIHR. L’OSCE ha definito la decisione preoccupante e ha sottolineato che l’organizzazione del voto nei territori ucraini occupati contravviene agli impegni internazionali della Russia: l’istituzione afferma che i risultati di un simile scrutinio non possono avere validità giuridica internazionale.

Elezioni nei territori occupati

La Russia organizza elezioni anche in Crimea, Sebastopoli, Donec’k, Luhans’k, Zaporižžja e Cherson, territori che Mosca controlla totalmente o parzialmente e rivendica come parte della Federazione Russa. Dal punto di vista del Cremlino, la loro inclusione nelle elezioni è uno strumento di consolidamento amministrativo e politico delle annessioni.

Per l’Ucraina, l’Unione Europea e l’OSCE, il voto svoltosi in queste zone è illegittimo. La posta in gioco non è soltanto simbolica: registrando la popolazione ed eleggendo deputati che rappresentano questi territori, Mosca tenta di rendere l’annessione più difficile da revocare sul piano amministrativo e propagandistico.

Scenari ed effetti

Lo scenario più probabile è il mantenimento di una comoda maggioranza da parte di Russia Unita, con i partiti dell’opposizione sistemica mantenuti nella Duma come prova formale di pluralismo. Una simile configurazione offre al Cremlino un parlamento prevedibile per l’approvazione dei bilanci, della legislazione in materia di sicurezza, delle misure sociali e delle norme legate all’economia di guerra.

Non ci si aspetta che il risultato produca un cambiamento della politica in Ucraina. Al contrario, l’ascesa politica dei veterani e dei promotori del discorso militarista può rafforzare l’idea che la guerra non sia più un’operazione temporanea, bensì una componente strutturale del sistema politico russo.

****Sintesi realizzata con l’aiuto di un flusso di monitoraggio dei dati fornito dalla piattaforma di monitoraggio dei media NewsVibe Romania. L’analisi, i dati e le immagini presentati sono stati migliorati con l’aiuto di strumenti di Machine Learning e Artificial Intelligence.

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