La Commissione europea afferma di aver visto le notizie riguardanti un presunto allarme relativo a possibili attacchi russi con droni contro alcuni Stati dell’Europa meridionale, ma precisa di non essere a conoscenza dello specifico allarme descritto dalla stampa. Il ministro italiano della Difesa, Guido Crosetto, ha dichiarato separatamente che l’informazione relativa a un simile allarme non è confermata.
La Commissione europea non conferma l’esistenza di uno specifico allarme riguardante possibili attacchi russi con droni contro l’Italia, la Francia o la Spagna, dopo la pubblicazione di notizie secondo cui i servizi segreti statunitensi avrebbero avvertito diversi governi europei. Bruxelles afferma di essere a conoscenza soltanto delle notizie riportate dalla stampa e fa un’esplicita distinzione tra queste e l’esistenza di un avvertimento confermato.
Interpellato sulle informazioni apparse sulla stampa spagnola, il portavoce della Commissione per la difesa, Thomas Regnier, ha affermato che le notizie non sorprendono Bruxelles nel contesto più ampio degli incidenti di sicurezza in Europa. Ha citato le ripetute violazioni dello spazio aereo e gli attacchi ibridi contro gli Stati membri, ma ha precisato successivamente di non aver affermato che la Commissione avesse ricevuto o fosse a conoscenza dello specifico allarme descritto dalla stampa.
In breve
1. La Commissione afferma di aver visto le notizie riguardanti un presunto avvertimento su possibili attacchi con droni contro l’Italia, la Francia o la Spagna, ma non conferma l’esistenza dello specifico allarme descritto dalla stampa.
2. Il portavoce Thomas Regnier ha dichiarato che lo spazio aereo europeo è stato messo alla prova e violato ripetutamente e che diversi Stati membri sono bersaglio di attacchi ibridi.
3. La Commissione collega questi rischi allo sviluppo della European Drone Defence Initiative, della European Air Shield e della European Space Shield, progetti inclusi nell’agenda dell’UE per la preparazione alla difesa.
4. Il ministro italiano della Difesa, Guido Crosetto, ha dichiarato separatamente che il presunto allarme riportato da El Mundo «non trova alcuna conferma», contestando così l’informazione secondo cui l’Italia avrebbe ricevuto un simile avvertimento.
5. La Commissione afferma che la gestione di una minaccia concreta spetta innanzitutto alle autorità nazionali, mentre l’UE può sostenere gli Stati membri attraverso gli strumenti e le iniziative europee in materia di sicurezza e difesa.
La domanda rivolta alla Commissione è partita da una notizia del quotidiano spagnolo El Mundo, secondo cui i servizi segreti statunitensi avrebbero trasmesso ad alcuni governi europei informazioni sulla possibilità di un’operazione russa con droni contro la Spagna, la Francia o l’Italia. La pubblicazione ha descritto, citando fonti anonime, anche uno scenario in cui i droni potrebbero essere lanciati da navi commerciali nel Mediterraneo.
Queste affermazioni non sono state confermate pubblicamente dalla Commissione europea. Quando una giornalista ha chiesto se Bruxelles fosse a conoscenza dello specifico allarme, Regnier ha corretto esplicitamente l’interpretazione della sua precedente risposta. Ha affermato di essere a conoscenza delle notizie, non dell’allarme in quanto tale.
La differenza è importante perché la prima risposta della Commissione faceva riferimento al contesto generale di sicurezza. Regnier ha affermato che Bruxelles sa che lo spazio aereo europeo è «messo alla prova» e che è stato violato in diverse occasioni, e ha menzionato l’esistenza di attacchi ibridi rivolti contro gli Stati membri.
La Commissione non ha tuttavia collegato queste osservazioni a uno specifico allarme per l’Italia, la Francia e la Spagna e non ha confermato lo scenario presentato da El Mundo. Il portavoce ha aggiunto che una minaccia concreta contro uno Stato membro è innanzitutto una questione di competenza delle autorità nazionali.
La posizione italiana aggiunge un ulteriore limite alla notizia iniziale. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha dichiarato che l’informazione relativa a possibili attacchi contro l’Italia, la Francia e la Spagna «non trova alcuna conferma» e ha messo in guardia contro l’amplificazione di informazioni non verificate in un contesto di sicurezza già teso.
Parallelamente, la Commissione ha inserito la questione dei droni in una strategia europea più ampia. La European Drone Defence Initiative è uno dei progetti centrali della Defence Readiness Roadmap 2030, insieme a Eastern Flank Watch, European Air Shield ed European Space Shield.
L’iniziativa sulla difesa contro i droni mira allo sviluppo di capacità comuni di rilevamento, identificazione e contrasto, mentre la European Air Shield è concepita per l’intero spettro della difesa aerea e antimissilistica. La European Space Shield mira a rafforzare le capacità spaziali utilizzabili per la difesa.
La Commissione ha presentato separatamente nel 2026 anche un piano sulle minacce con droni nel settore della sicurezza interna, che include tecnologie di rilevamento, sistemi antidroni e meccanismi di risposta coordinata. Questo piano integra i progetti militari nell’ambito della preparazione europea alla difesa.
Nel caso della notizia riguardante l’Italia, la Francia e la Spagna, la situazione rimane tuttavia caratterizzata da informazioni contestate. Esistono notizie di stampa su un presunto avvertimento statunitense, la Commissione conferma soltanto di aver visto tali notizie, mentre il ministro italiano della Difesa afferma che l’allarme non è confermato. Fino alla comparsa di un’ulteriore conferma ufficiale, questi livelli di informazione devono essere mantenuti distinti.
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