La Commissione per gli affari esteri del Parlamento europeo ha adottato un rapporto che saluta i progressi della Repubblica di Moldova nel cammino verso l'adesione all'Unione europea e chiede agli Stati membri di aprire senza indugi i cluster di negoziazione. Gli eurodeputati affermano che le riforme nel settore della giustizia e la lotta contro la corruzione sono sulla strada giusta, ma avvertono che l'interferenza russa, la disinformazione, i flussi finanziari illeciti e le pressioni sui processi democratici rimangono minacce significative.
La Commissione per gli affari esteri del Parlamento europeo ha adottato un rapporto che saluta i progressi della Repubblica di Moldova nel cammino verso l'adesione all'Unione europea e chiede agli Stati membri di aprire senza indugi i cluster di negoziazione.
Il testo, adottato mercoledì con 58 voti favorevoli, 16 contrari e 3 astensioni, elogia l'impegno delle autorità di Chisinau per le riforme legate all'adesione, nonostante le pressioni interne ed esterne e l'interferenza russa persistente negli affari interni del paese.
In sintesi
La Commissione per gli affari esteri del Parlamento europeo ha adottato un rapporto sul percorso europeo della Repubblica di Moldova.
Gli eurodeputati salutano il completamento del processo bilaterale di screening e chiedono al Consiglio di aprire i cluster di negoziazione senza indugi.
Il rapporto apprezza i progressi nella riforma della giustizia e nella lotta contro la corruzione, ma chiede l'applicazione delle raccomandazioni della Commissione di Venezia.
I parlamentari avvertono che l'interferenza russa rimane una seria minaccia per la democrazia e il percorso europeo della Repubblica di Moldova.
Il rapporto sarà sottoposto al voto dell'Assemblea del Parlamento europeo.
Gli eurodeputati ritengono che i progressi della Repubblica di Moldova nel processo di adesione debbano essere riconosciuti attraverso passi concreti nei negoziati con l'Unione europea. Il rapporto saluta il completamento con successo del processo bilaterale di screening, fase tecnica in cui la legislazione di un paese candidato è confrontata con l'acquis europeo.
Gli eurodeputati chiedono agli Stati membri riuniti in Consiglio di aprire i cluster di negoziazione "senza indugi", sulla base del principio del merito. Sottolineano che l'apertura dei negoziati formali invierebbe un chiaro segnale politico: l'Unione europea riconosce e premia i risultati concreti della Repubblica di Moldova.
Il rapporto afferma inoltre che il processo di negoziazione non dovrebbe essere bloccato o ritardato a causa di questioni bilaterali. Questa formulazione è importante in un contesto in cui l'allargamento dell'UE dipende dall'unanimità degli Stati membri, e i dossier dei paesi candidati possono essere influenzati da dispute politiche o bilaterali che non riguardano direttamente i criteri di adesione.
Il relatore Sven Mikser, eurodeputato S&D dall'Estonia, ha affermato che la Repubblica di Moldova merita un forte sostegno per continuare il ritmo delle riforme.
"Salutiamo i solidi progressi della Repubblica di Moldova nel cammino delle riforme, nonostante le circostanze difficili. Raggiungere l'ambizioso obiettivo di concludere i negoziati di adesione entro il 2028 significherebbe accelerare ulteriormente questo slancio riformatore, e l'UE deve fornire un sostegno costante per aiutare la Moldova a riuscire", ha affermato Mikser.
La riforma della giustizia è uno dei temi centrali del rapporto. Gli eurodeputati notano la valutazione della Commissione europea secondo cui la Repubblica di Moldova ha fatto buoni progressi nella riforma del settore giudiziario.
Allo stesso tempo, il rapporto ricorda alle autorità moldave l'impegno a seguire le raccomandazioni della Commissione di Venezia e a garantire un processo di vetting dei giudici e dei procuratori che sia inclusivo, prevedibile e solido dal punto di vista giuridico.
Il vetting è presentato come un elemento critico per riconquistare la fiducia pubblica nella giustizia, eliminare i giudici compromessi e rafforzare lo stato di diritto. Per il processo di adesione, questa dimensione è essenziale, poiché lo stato di diritto rimane uno dei criteri fondamentali valutati dall'Unione europea.
Il rapporto apprezza anche i progressi costanti della Repubblica di Moldova nella prevenzione e lotta contro la corruzione. Gli eurodeputati insistono però sul fatto che gli sforzi anticorruzione devono continuare in modo coerente, depoliticizzato e trasparente.
Un'altra priorità menzionata è la riduzione dell'influenza delle strutture oligarchiche nella vita politica, economica e mediatica. Per il Parlamento europeo, questo problema rimane direttamente legato alla capacità della Repubblica di Moldova di consolidare le proprie istituzioni democratiche e di avanzare lungo il cammino europeo.
Il rapporto contiene un forte avvertimento riguardo all'interferenza russa. Gli eurodeputati affermano che la pressione e le ingerenze di Mosca negli affari interni della Repubblica di Moldova e nei suoi processi democratici rimangono una seria minaccia.
Il testo menziona i tentativi di dividere la società moldava riguardo al percorso europeo del paese. Secondo il rapporto, l'interferenza russa maligna è un processo continuo e in evoluzione, che richiede monitoraggio costante, risposte basate su un approccio dell'intera società e adeguate capacità istituzionali.
Gli eurodeputati chiedono all'Unione europea e agli Stati membri di rafforzare il proprio sostegno per la resilienza istituzionale della Repubblica di Moldova, la comunicazione strategica, la sicurezza informatica, i media indipendenti e le garanzie democratiche.
Il rapporto chiede anche sostegno per combattere i flussi finanziari illeciti, la disinformazione e l'interferenza elettorale. Tra gli strumenti menzionati ci sono le sanzioni mirate e le misure di monitoraggio informatico.
Questa parte del rapporto collega l'adesione della Repubblica di Moldova alla sicurezza democratica. Per gli eurodeputati, il progresso tecnico nelle riforme non è sufficiente se le istituzioni, le elezioni, lo spazio informativo e i media rimangono vulnerabili all'influenza esterna.
Il rapporto saluta anche l'approfondimento dell'integrazione economica della Repubblica di Moldova nel mercato unico europeo. Gli eurodeputati incoraggiano ulteriori passi verso un'integrazione settoriale graduale e una liberalizzazione commerciale ambiziosa, graduale e sostenibile.
L'integrazione economica è presentata come parte del processo di adesione, non solo come un beneficio separato. Per la Repubblica di Moldova, l'avvicinamento al mercato unico può significare un miglior accesso per le aziende, stabilità economica e riduzione delle dipendenze esterne.
Nel settore energetico, il rapporto saluta il piano del governo moldavo di eliminare la dipendenza dalle risorse energetiche russe nei settori dell'elettricità, del gas e del petrolio. Gli eurodeputati presentano questa direzione come uno strumento per ridurre le vulnerabilità essenziali del paese.
L'energia rimane uno dei dossier più sensibili per la Repubblica di Moldova. La dipendenza dalle risorse russe è stata utilizzata in passato come strumento di pressione politica, e la riduzione di questa dipendenza è direttamente legata alla sicurezza economica e all'autonomia decisionale del paese.
Il rapporto affronta anche la regione separatista della Transnistria. Gli eurodeputati riaffermano l'impegno del Parlamento europeo per l'integrità territoriale della Repubblica di Moldova e per la risoluzione pacifica del conflitto.
Il testo chiede alla Russia di ritirare dalla regione tutto il personale militare, le attrezzature e le munizioni. Questa posizione riflette la linea costante del Parlamento europeo riguardo alla presenza militare russa in Transnistria e al suo impatto sulla sicurezza della Repubblica di Moldova.
Gli eurodeputati esprimono anche il proprio sostegno agli sforzi delle autorità moldave per la reintegrazione graduale della Transnistria e chiedono all'Unione europea di contribuire attivamente al processo pacifico di reintegrazione, anche attraverso finanziamenti.
Questa formulazione indica un approccio in cui la reintegrazione della Transnistria non è trattata solo come un problema di sicurezza, ma anche come un processo economico, istituzionale e sociale che richiederà risorse europee e sostegno a lungo termine.
Il rapporto adottato dalla Commissione per gli affari esteri sarà sottoposto al voto dell'Assemblea del Parlamento europeo. Solo dopo il voto in plenaria il testo diventerà la posizione ufficiale del Parlamento europeo.
Per Chisinau, il rapporto è un segnale politico favorevole. Combina il riconoscimento dei progressi nelle riforme con una richiesta diretta agli Stati membri di avanzare nel processo di negoziazione.
Per l'Unione europea, il dossier della Repubblica di Moldova rimane una prova della credibilità della politica di allargamento. Se i progressi tecnici e politici sono riconosciuti solo a parole, senza l'apertura dei negoziati sui cluster, il messaggio inviato ai paesi candidati può diventare ambiguo.
Per la Repubblica di Moldova, il messaggio è favorevole, ma esigente. Il Parlamento europeo apprezza le riforme, ma lega l'avanzamento nel cammino dell'adesione alla continuazione del vetting, alla lotta contro la corruzione, alla riduzione dell'influenza oligarchica, al rafforzamento della resilienza democratica e alla gestione della pressione russa.
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