Confesso di esserne disgustato. Sono disgustato dal dover ancora scrivere, più o meno diffusamente, dell’ennesimo episodio penoso di ciò che da noi passa per politica. Soprattutto in questi giorni, quando sappiamo quasi per certo che il governo PSD-Niculescu supererà il voto del Parlamento. Che cosa posso dire? Che finalmente si è capito perché il presidente ha aspettato tanto, per ricorrere alla minaccia dello scioglimento del Parlamento e delle elezioni anticipate? Che il gesto ha tutti i connotati di un ricatto ai danni del PNL e di Ilie Bolojan? Se il PNL vota contro, getta l’intero Paese nel fallimento, poiché non si possono approvare né la variazione di bilancio né il bilancio per l’anno successivo. Allora voterà a favore e, affinché il ricatto contenga anche una certa dose di umiliazione, gli viene imposta una lista di ministri socialdemocratici – alcuni con precedenti penali, altri plagiatori ecc. E, soprattutto, al pubblico che ha votato per la «Romania onesta» viene offerto un primo ministro di cartone, privo di qualsiasi possibilità di scegliere da solo almeno una parte dei ministri o il programma di governo.
«Sarà così come ci siamo accordati.» E ci siamo accordati male. Abbiamo ottenuto un presidente che ha tradito l’elettorato che lo aveva sostenuto nella campagna del 2025, quando ostentava la più chiara avversione nei confronti del PSD. Quando sosteneva la riforma della Giustizia, il controllo sui Servizi. Quando, quando, quando...
Che altro posso dire? Che ancora non capisco la grande strategia presidenziale? Che è troppo sottile per le mie menti rozze? O forse è meglio rinunciare e guardare oltre il «recinto» nazionale...? Ahimè, anche qui è presente il tradimento, e in proporzioni molto maggiori e ancora più infami! È il recente tradimento dell’Ucraina da parte del buffone della Casa Bianca, che conclude un patto sul gasolio con l’assassino del Cremlino, e addirittura annulla per decreto una legge di sanzioni economiche contro la Russia, che lui stesso aveva promulgato poco prima e, cosa peggiore, sembra bloccare le comunicazioni segrete verso l’esercito ucraino, che gli permettevano di venire informato tempestivamente dei missili balistici russi lanciati sulle città ucraine. Poco prima aveva ricattato gli ucraini, chiedendo loro di fermare gli attacchi contro le raffinerie russe. Tutto nella ridicola speranza di abbassare ancora un po’ il prezzo del petrolio e di guadagnare qualche punto nei sondaggi prima di elezioni che potrebbero privarlo della maggioranza al Congresso... Questo sì che è tradimento, questo sì che è ricatto! Il presidente rumeno tradisce il suo elettorato amico e ricatta sia l’uomo con cui aveva promesso di fare squadra, sia il partito che lo aveva sostenuto alle elezioni. Il presidente americano insulta i suoi alleati e amici e tradisce il Paese che lotta duramente ed eroicamente per salvare i valori che ogni presidente americano dovrebbe sostenere con tutta la forza e la convinzione... Almeno ora sappiamo che «al più alto livello» abbiamo persone che pensano in modo simile. O così sembra. Sono disgustato!
Vengo a sapere, d’altra parte, che l’IA ci fa concorrenza e ci sostituisce, noi esseri umani. La tribù mondiale dei matematici è, da qualche settimana, in completo stato di shock, da quando Open-AI ha messo sul tavolo circa 700 risultati relativi ad altrettanti problemi, ai quali la tribù lavorava da anni e avrebbe continuato a lavorare per altri anni. Alcuni credono che sia finito il ruolo dell’uomo nella matematica, nelle scienze e forse, in generale... Altri introducono sfumature, obiettano... Ma finché stabiliscono che cosa fare, mi chiedo: se si tratta comunque di sostituire l’uomo, l’IA non governerebbe forse gli Stati meglio di quanto facciano questi nostri governanti? Forse avremmo così governi almeno razionali, che eviterebbero i capricci e gli interessi meschini, i ricatti e i tradimenti; forse l’IA fornirebbe «governanti» incorruttibili, e i loro piani sarebbero almeno trasparenti, anche se non necessariamente convenienti per tutti in ogni momento. Almeno saremmo certi che è stata scelta la migliore soluzione possibile per la maggioranza, se gli agenti IA fossero programmati in tal modo. Allora si eviterebbe il ricorso alla violenza, perché l’IA saprebbe quanto essa sia inefficiente in ultima istanza. Ambizione, orgoglio e bugie in nome della rielezione verrebbero a mancare. Perché sostituire un agente IA con un altro agente IA non significa nulla. Saremmo dunque governati con competenza e benevolenza... Almeno in modo comprensibile e prevedibile. Forse.
Utopia! Sappiamo già che gli agenti IA possono avere «allucinazioni»; inoltre, che possono mentire, ingannare, inventare cose che non esistono. Talvolta tradiscono già la fiducia di coloro che li hanno costruiti e addestrati. Probabilmente possono anche ricattare. La macchina perfetta è un mito e un’illusione – persino pericolosa. In realtà, chi la controllerà, e per di più al livello di un Paese? Un’altra macchina? Ma questa? Sempre una macchina? E il processo si ripete. Ma «è necessario fermarsi», come diceva Aristotele. E questo punto d’arresto non può essere che sempre l’uomo, al quale, guarda caso, siamo arrivati di nuovo, dopo una deviazione disseminata di illusioni e timori.
Non riesco dunque a superare il mio disgusto nei confronti dell’uomo (sia esso politico o di qualsiasi altro tipo), nemmeno correndo nel regno suppostamente più «puro» della macchina pensante. Non funziona. La macchina è a immagine e somiglianza dell’uomo. Con le sue smorfie. Con i suoi stratagemmi. Con la sua viltà.
Non mi restano quindi che i vecchi rimedi: ingoio a vuoto, respiro profondamente e vado avanti...
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