Prima del ciclo di negoziati sui costi del personale, Volkswagen ha segnalato che le misure discusse l’anno scorso non sono più sufficienti: l’azienda ha ridotto la stima del margine di profitto operativo a non più dell’1% (dal minimo del 4%) e ha annunciato che sta valutando l’eliminazione di altri 50.000 posti di lavoro a livello mondiale, con un potenziale impatto su circa 100.000 posti di lavoro. Le pressioni sono aumentate anche dopo il forte calo dell’utile di Porsche SE, che controlla il 31,9% di Volkswagen, spingendo gli azionisti a chiedere un’accelerazione del programma di ristrutturazione.
Nel contesto di questi piani, i dipendenti hanno protestato in Germania presso gli stabilimenti Volkswagen e le fabbriche di altre aziende automobilistiche e fornitori, in oltre 280 sedi. Il sindacato IG Metall ha chiesto di proteggere i posti di lavoro e di adottare misure per ridurre i costi dell’energia e contrastare le importazioni a basso costo, avvertendo al contempo che i lavoratori non dovrebbero farsi carico delle decisioni della dirigenza degli anni precedenti.