Volkswagen accelera il programma di ristrutturazione in Germania, mentre decine di migliaia di dipendenti protestano lunedì negli stabilimenti dell’azienda, così come nelle fabbriche BMW e Bosch. I lavoratori chiedono la tutela dei posti di lavoro e di evitare la chiusura o il trasferimento di alcune unità produttive.
Il direttore generale del marchio Volkswagen, Thomas Schäfer, ha annunciato che le misure concordate nel 2024 non sono sufficienti e che i prossimi passi saranno discussi rapidamente con i rappresentanti dei dipendenti. La decisione arriva dopo che il produttore ha ridotto la stima del margine di profitto operativo a un massimo dell’1%, rispetto al precedente minimo del 4%.
Volkswagen intende eliminare altri 50.000 posti di lavoro, nell’ambito di un piano che potrebbe interessare circa 100.000 posti di lavoro a livello mondiale. I sindacati chiedono protezione dalla concorrenza cinese, politiche europee più efficaci e il mantenimento del pensionamento graduale.
L’industria automobilistica tedesca deve affrontare il rallentamento del mercato cinese, costi elevati, la difficile transizione verso i veicoli elettrici e barriere commerciali negli Stati Uniti. Dal 2019, il settore automobilistico tedesco ha perso circa 100.000 dipendenti, mentre i fornitori hanno ridotto drasticamente il personale. Le azioni Volkswagen sono diminuite lunedì dell’1,1%.
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