Prima dell’annuncio degli scioperi, Volkswagen ha proposto di congelare gli stipendi al livello attuale, nel contesto del calo delle vendite e di un programma di ristrutturazione considerato il più ampio nella storia del gruppo. La dirigenza non ha confermato le informazioni apparse sulla stampa riguardo agli effetti sui redditi, ma ha indicato che il prossimo round di trattative dovrebbe discutere misure relative ai costi del personale; secondo alcuni documenti interni citati, l’assenza di aumenti potrebbe ridurre i redditi reali di circa il 10% e sarebbero interessati anche i bonus, i pagamenti speciali e alcuni benefit.
Sullo sfondo delle pressioni finanziarie, l’azienda ha annunciato anche misure di ristrutturazione in Germania, mentre decine di migliaia di dipendenti hanno protestato negli stabilimenti, chiedendo la tutela dei posti di lavoro. Il direttore generale ha affermato che le misure concordate nel 2024 non sono sufficienti, mentre i sindacati hanno chiesto protezione dalla concorrenza cinese e politiche europee più efficaci.
Le stime dell’azienda sulla redditività sono peggiorate rapidamente: Volkswagen ha ridotto il margine di profitto per il 2026 a non più dell’1% e ha avvertito di costi straordinari fino a 10 miliardi di euro, citando problemi legati a Porsche, il calo della domanda in Cina e le pressioni nel settore dei veicoli elettrici.