L’Unione europea e gli Stati membri chiedono di accelerare la riforma dell’ONU, finanziamenti più prevedibili per l’organizzazione e la protezione delle istituzioni internazionali che applicano il diritto internazionale, tra cui la Corte internazionale di giustizia e la Corte penale internazionale. In una dichiarazione comune adottata a Wicklow, l’UE riafferma che il sistema multilaterale deve rimanere incentrato sulla Carta dell’ONU e garantire il rispetto della sovranità degli Stati, dell’integrità territoriale, della soluzione pacifica delle controversie e dell’applicazione uniforme del diritto internazionale. Bruxelles sostiene al contempo che le istituzioni multilaterali debbano essere riformate per produrre risultati più chiari e misurabili.
In breve L’UE e gli Stati membri riaffermano il sostegno a un sistema multilaterale incentrato sull’ONU e fondato sul diritto internazionale e sulla Carta dell’ONU. La dichiarazione chiede di riformare il sistema delle Nazioni Unite per renderlo più efficace, inclusivo, rappresentativo, responsabile e finanziariamente sostenibile. L’UE ricorda che il pagamento integrale e puntuale dei contributi obbligatori all’ONU è un obbligo giuridico ai sensi della Carta dell’ONU. La Corte internazionale di giustizia e la Corte penale internazionale sono menzionate esplicitamente, e l’UE chiede di proteggerne l’indipendenza da pressioni, intimidazioni e interferenze. Bruxelles sostiene inoltre l’iniziativa franco-messicana volta a limitare l’uso del diritto di veto nel Consiglio di sicurezza dell’ONU nei casi di atrocità di massa.
L’UE riafferma il proprio sostegno al multilateralismo in un momento che descrive come caratterizzato da crescenti tensioni geopolitiche, dalla contestazione delle regole internazionali e da gravi violazioni del diritto internazionale, compresi il diritto umanitario e i diritti umani. La dichiarazione insiste sul fatto che un sistema internazionale basato sulle regole, con l’ONU al centro, rimane il principale quadro per difendere la sovranità e l’integrità territoriale, risolvere pacificamente le controversie e applicare in modo prevedibile le norme tra gli Stati.
Il ruolo dell’ONU è presentato come essenziale non solo per la pace e la sicurezza, ma anche per lo sviluppo sostenibile, i diritti umani e la gestione dei problemi globali che superano la capacità dei singoli Stati. L’UE riafferma il proprio sostegno al Patto per il Futuro, all’Agenda 2030 e agli Obiettivi di sviluppo sostenibile e collega la cooperazione multilaterale alla parità di genere, alla democrazia e allo Stato di diritto.
Bruxelles afferma che la sua partecipazione al sistema multilaterale debba diventare più attiva e maggiormente orientata alla costruzione di alleanze tra regioni. L’UE dichiara che lavorerà con partner, organizzazioni regionali e strutture dell’ONU per ridurre le divisioni e costruire coalizioni capaci di sostenere soluzioni comuni. In questo contesto, la dichiarazione menziona esplicitamente l’iniziativa franco-messicana sulla limitazione dell’uso del diritto di veto nel Consiglio di sicurezza in situazioni di atrocità di massa.
Uno dei criteri che l’UE intende utilizzare per valutare il multilateralismo è l’impatto concreto sulle persone. La dichiarazione afferma che i risultati devono essere chiari e misurabili ed evidenzia il ruolo delle agenzie dell’ONU che lavorano direttamente sul campo, comprese le organizzazioni umanitarie. La riforma istituzionale viene così collegata alla capacità del sistema di produrre risultati, non solo ai cambiamenti strutturali.
L’UE sostiene la prosecuzione del processo di riforma dell’ONU, anche attraverso e oltre l’iniziativa UN80. L’obiettivo è un’organizzazione più efficace, inclusiva, rappresentativa, responsabile e più attenta ai costi, capace di operare meglio nei tre ambiti che Bruxelles considera interdipendenti: pace e sicurezza, diritti umani e sviluppo sostenibile.
Il finanziamento costituisce una parte distinta di questa riforma. L’UE chiede risorse adeguate, sostenibili e prevedibili per l’ONU e ricorda che gli Stati membri hanno l’obbligo giuridico di versare integralmente e puntualmente i contributi stabiliti. Il messaggio è rilevante in un momento in cui diverse strutture dell’ONU affrontano pressioni di bilancio e dipendono dalla combinazione di contributi obbligatori e finanziamenti volontari.
«Il pagamento integrale e puntuale dei contributi stabiliti è un obbligo giuridico ai sensi della Carta dell’ONU», afferma l’UE nella dichiarazione comune. Bruxelles collega la stabilità finanziaria alla capacità dell’organizzazione di adempiere ai propri mandati in modo credibile e di mantenere operative le agenzie che lavorano direttamente nelle zone di conflitto, nelle crisi umanitarie e nei programmi di sviluppo.
Un’attenzione particolare è rivolta al sistema internazionale per i diritti umani. L’UE chiede finanziamenti adeguati e prevedibili per questa componente dell’ONU e l’integrazione sistematica dei diritti umani nelle attività dell’organizzazione. La dichiarazione respinge l’idea di trattare i diritti umani come un settore separato dalla sicurezza o dallo sviluppo e li presenta come una delle tre componenti centrali del sistema delle Nazioni Unite.
L’UE chiede inoltre di proteggere le istituzioni che applicano il diritto internazionale e stabiliscono la responsabilità per le violazioni. La Corte internazionale di giustizia è descritta come essenziale per la soluzione pacifica delle controversie e per chiarire il diritto internazionale, mentre la Corte penale internazionale è presentata come uno strumento cruciale per combattere l’impunità per i crimini più gravi.
«L’UE sottolinea il contributo cruciale della Corte penale internazionale all’eliminazione dell’impunità per i crimini più gravi che destano preoccupazione nella comunità internazionale e la necessità di preservarne e proteggerne l’indipendenza, l’imparzialità e l’efficace funzionamento, senza pressioni, intimidazioni o interferenze», si legge nella dichiarazione.
La protezione non riguarda soltanto le istituzioni in quanto tali. L’UE chiede di proteggere i loro funzionari e le persone che collaborano con i tribunali internazionali, in un contesto in cui le pressioni politiche e le sanzioni contro alcuni rappresentanti delle istituzioni giudiziarie internazionali sono diventate un tema sempre più importante nelle relazioni esterne.
La dichiarazione riafferma inoltre il sostegno all’ordinamento giuridico stabilito dalla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare. L’UE chiede a tutti gli Stati di rispettare i principi e le norme fondamentali del diritto marittimo e presenta questa convenzione come un quadro centrale e universale per la gestione degli spazi marittimi.
Nel documento il multilateralismo è collegato anche ai cambiamenti climatici, alla lotta contro la povertà e le disuguaglianze, compresa la disuguaglianza di genere, nonché alla difesa della democrazia e dello Stato di diritto. L’UE afferma che le soluzioni a questi problemi non possono essere costruite esclusivamente attraverso l’azione nazionale e che le istituzioni multilaterali devono essere in grado di coordinare risposte collettive.
Bruxelles esprime inoltre la disponibilità a lavorare con il futuro segretario generale dell’ONU per accelerare la riforma dell’organizzazione e ricostruire la fiducia tra gli Stati. L’obiettivo è che le riforme istituzionali siano accompagnate da una maggiore capacità di mobilitare l’azione collettiva e da risultati osservabili nella vita delle persone.
La dichiarazione comune dell’UE e degli Stati membri sul multilateralismo è stata pubblicata il 2 settembre 2026 a Wicklow, Irlanda. Essa riafferma il sostegno all’ONU e all’ordine internazionale basato sul diritto, ma chiede al contempo di riformare le istituzioni multilaterali affinché rimangano efficaci e capaci di rispondere alle nuove sfide.
L’UE ritiene che un sistema multilaterale funzionante richieda sia una riforma istituzionale sia finanziamenti prevedibili e la protezione dell’indipendenza degli organismi giuridici internazionali.
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