Prima delle operazioni di evacuazione nella città ucraina di Oleski, sotto occupazione russa nella regione di Cherson, gli abitanti avevano segnalato gravi difficoltà nell’approvvigionamento di alimenti e medicinali. Secondo le stime ucraine, tra 2.000 e 3.000 persone di Oleski e dei dintorni si trovavano ad affrontare problemi di questo tipo. Inoltre, resoconti precedenti avevano descritto migliaia di abitanti rimasti con risorse estremamente limitate, strade minate e un accesso difficile ai servizi.
Parallelamente, erano stati annunciati preparativi per il sostegno umanitario: i rappresentanti russi avevano dichiarato che erano stati messi a disposizione 25 autobus, con una capacità complessiva di 750 posti, oltre a nove ambulanze e 50 paramedici per assistere le persone con mobilità ridotta. In città avevano iniziato a essere distribuiti alimenti, prodotti per l’igiene, carburante per i generatori e altri beni di prima necessità, mentre il commissario ucraino per i diritti umani aveva dichiarato che il cessate il fuoco era in vigore e che i colloqui con gli abitanti miravano a individuare le necessità.