Centinaia di persone hanno protestato martedì sera nel centro di Sofia, chiedendo le dimissioni del governo del primo ministro Rumen Radev e lo svolgimento di elezioni anticipate. La manifestazione si è svolta nel «Triangolo del Potere», tra il Parlamento, la Presidenza e il Consiglio dei ministri, sullo sfondo del malcontento riguardo al deficit di bilancio, ai prestiti esteri, alla corruzione e alla politica dell’Esecutivo nei confronti della Russia.
La protesta è stata organizzata dall’attivista Manol Glishev e dall’associazione civica BOETS. I partecipanti hanno accusato le autorità di tollerare la criminalità organizzata e di non adottare misure sufficienti per combattere la violenza tra i giovani. I manifestanti hanno criticato anche la situazione della Televisione nazionale bulgara, accusandola di essere diventata uno strumento di propaganda politica.
I manifestanti hanno scandito «Dimissioni» e «Fuori i comunisti» e hanno sventolato bandiere della Bulgaria, dell’Ucraina e dell’Unione europea. Glishev ha criticato la posizione del governo nei confronti della guerra in Ucraina e ha sostenuto che la Bulgaria rischia di diventare troppo dipendente dalla Russia.
Gli organizzatori hanno annunciato che le proteste continueranno per tutto l’inverno, fino alla convocazione delle elezioni anticipate.
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