Il premier bulgaro Rumen Radev ha dichiarato lunedì, durante un evento organizzato dalla Camera di Commercio Americana in Bulgaria, che il governo «ha eliminato l’influenza dell’oligarchia» sulle decisioni politiche, ma che la lotta per smantellare il modello oligarchico è appena iniziata.
Radev ha sostenuto che l’esecutivo sta lavorando per bloccare l’accesso dei gruppi oligarchici alle risorse pubbliche. Le autorità annullano gli appalti pubblici ritenuti compromessi, verificano altre procedure ed effettuano controlli. La fase successiva mira a identificare, insieme a servizi partner stranieri, i beni e le proprietà di alcuni cittadini bulgari sui quali gravano sospetti di essere stati acquisiti illegalmente.
Il premier ha affermato che l’operazione includerà anche gli intermediari di determinati interessi oligarchici e ha menzionato informazioni relative ai voli internazionali del leader del Movimento per i Diritti e le Libertà, Delian Peevski. Il governo intende inoltre sviluppare la piattaforma SIGMA per impedire il riconquista del controllo sulle istituzioni.
Parallelamente, Radev ha annunciato il cambiamento del modello economico della Bulgaria, attualmente basato sui consumi e sui bassi salari. L’esecutivo punta a maggiori investimenti, produttività e competitività, nonché allo sviluppo delle infrastrutture attraverso concessioni e partenariati pubblico-privati. L’agenda comprende anche le riforme previste dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, in cooperazione con il mondo imprenditoriale.
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