Nel periodo dal 5 al 23 ottobre, otto navi commerciali sono state colpite o sono state coinvolte in incidenti associati ad attacchi con droni nella zona economica esclusiva della Romania e della Bulgaria, mentre le squadre di soccorso bulgare sono intervenute in condizioni meteorologiche severe. Parallelamente, il primo ministro Rumen Radev ha informato di aver convocato l’ambasciatore russo e ha trasmesso la posizione della Bulgaria, insistendo sul fatto che le accuse devono essere sostenute da «prove chiare».
In risposta, il CSAT di Bucarest ha deciso di accelerare lo sviluppo delle capacità di sorveglianza e ha qualificato gli attacchi come effetti diretti dell’aggressione russa, estesa oltre l’Ucraina, mentre a Sofia la Bulgaria ha annunciato indagini e consultazioni con la Romania e la Turchia per aumentare la sicurezza della navigazione.