Il procuratore generale ad interim dell’Ungheria, Istvan Lajtar, ha chiesto martedì la revoca dell’immunità parlamentare del premier Peter Magyar, nonché quella di due ex ministri del governo del nazionalista Viktor Orban. Le iniziative aprono le prime indagini penali annunciate contro ex alti funzionari del periodo dei 16 anni di governo di Orban.
Peter Magyar, leader del partito filoeuropeo Tisza, salito al potere dopo le elezioni parlamentari di aprile, è coinvolto in un caso di furto. È accusato di aver preso, nel 2024, il telefono di un uomo che lo filmava in un night club e di averlo gettato nel Danubio. Magyar ha respinto l’indagine, definendola «una vergogna». L’anno scorso il Parlamento europeo aveva rifiutato di revocargli l’immunità in quanto eurodeputato.
L’ex ministro della Cultura e dell’Innovazione, Balazs Hanko, è indagato per la presunta appropriazione indebita di 47 milioni di euro di fondi pubblici, denaro che sarebbe stato utilizzato anche per la campagna elettorale del 2026. A luglio, gli investigatori hanno sequestrato i server del partito Fidesz, un’azione denunciata da Viktor Orban.
Miklos Sesztak, ex ministro dello Sviluppo nazionale, è sospettato di aver ricevuto tangenti per milioni di euro in relazione ad acquisti di autobus usati effettuati tra il 2014 e il 2018.
Gli annunci del procuratore generale giungono sullo sfondo del conflitto tra Peter Magyar e il presidente Andras Baka riguardo alla nomina del prossimo procuratore generale. Il precedente titolare dell’incarico si è dimesso a luglio, dopo che la nuova maggioranza aveva promesso di combattere la corruzione.
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