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L’ex ministro della Cultura del governo di Viktor Orban e attuale deputato Balázs Hankó è stato fermato lunedì sera, in Ungheria, nell’ambito di un’indagine sulla presunta distrazione di fondi dal Fondo culturale nazionale (NKA), organismo posto sotto la supervisione del Ministero della Cultura. I procuratori hanno annunciato martedì che Hankó è stato interrogato in qualità di sospettato, dopo che il Parlamento gli ha revocato l’immunità.
L’indagine riguarda accuse secondo cui l’NKA avrebbe destinato miliardi di fiorini sotto forma di sovvenzioni ad artisti e organizzazioni legati al partito Fidesz, attraverso un meccanismo privo di trasparenza. Le persone coinvolte hanno negato qualsiasi irregolarità, mentre Hankó ha dichiarato di avere la «coscienza pulita» e che si tratta di un processo politico.
A luglio la polizia ha effettuato perquisizioni presso la sede in cui si trovavano i server di Fidesz, in relazione all’indagine. Sempre lunedì è stato fermato anche Miklos Sesztak, ex ministro dello Sviluppo nazionale nel governo Orban, in un procedimento separato riguardante presunti atti di corruzione. Egli nega le accuse.
I casi sono stati annunciati dopo la creazione di un organismo anticorruzione da parte del primo ministro Peter Magyar. Quest’ultimo sostiene che, durante il governo di Orban, la corruzione e l’uso improprio dei fondi pubblici sarebbero costati all’Ungheria tra l’8% e il 10% del PIL. Orban ha respinto le accuse.
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