L'India, con una popolazione di circa 1,42 miliardi di abitanti, sta affrontando un calo del tasso di fertilità, sceso a 2 bambini per donna tra il 2019 e il 2021, rispetto ai 3,4 del 1992-1993. I funzionari avvertono che un basso tasso di natalità potrebbe portare all'invecchiamento della popolazione e a pressioni economiche. In questo contesto, lo stato dell'Andhra Pradesh ha annunciato un programma di incentivi finanziari, offrendo 30.000 rupie per il terzo bambino e 40.000 rupie per il quarto. Il ministro capo, Chandrababu Naidu, ha sottolineato l'importanza di considerare i bambini come una ricchezza.
Inoltre, lo stato del Sikkim offre congedo di maternità e paternità, così come supporto finanziario per la fertilizzazione in vitro. L'organizzazione hindu Rashtriya Swayamsevak Sangh ha anche sostenuto la necessità di incoraggiare le famiglie numerose, avvertendo sui disequilibri demografici. Questo cambiamento di direzione nella politica della natalità si allinea con le tendenze osservate in altri stati asiatici che, dopo decenni di riduzione della natalità, hanno iniziato a promuovere politiche per stimolarla.
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