I mercati globali hanno iniziato la settimana sotto pressione, dopo che il presidente americano Donald Trump ha rilanciato le minacce di dazi doganali per gli alleati europei, nel contesto delle tensioni legate alla Groenlandia. Questa retorica ha portato a una reazione negativa nelle borse, con cali superiori all'1% per le azioni europee e un'apertura negativa sugli indici americani. Anche il dollaro ha subito pressione, suggerendo una vulnerabilità di fronte ai rischi geopolitici. Trump ha annunciato che imporrà dazi aggiuntivi del 10% a partire dal 1° febbraio, aumentandoli al 25% da giugno, se non si raggiunge un accordo.
In questo contesto, l'euro e altre valute europee si sono apprezzate, mentre il franco svizzero ha registrato il maggior incremento giornaliero rispetto al dollaro nell'ultimo mese. Gli investitori sono preoccupati per le incertezze generate da queste minacce commerciali, e gli analisti avvertono che gli Stati Uniti potrebbero essere esposti a uscite di capitale straniero. L'Unione Europea potrebbe rispondere con dazi propri o con uno strumento più duro, noto come 'strumento anti-coercizione'.
Sebbene i mercati finanziari americani siano liquidi, l'Europa è il maggior creditore degli Stati Uniti, il che complica la situazione. Gli analisti sottolineano che, sebbene il dollaro si sia stabilizzato di recente, l'appetito per la diversificazione cresce, e le minacce commerciali rinnovate aumentano le incertezze economiche, in particolare per paesi come il Regno Unito e la Germania. L'impatto dei dazi potrebbe ridurre la produzione economica dello 0,2%-0,3%, e gli economisti avvertono che gli effetti potrebbero essere più ampi in caso di ritorsioni da parte dell'UE.
In questo contesto, l'euro e altre valute europee si sono apprezzate, mentre il franco svizzero ha registrato il maggior incremento giornaliero rispetto al dollaro nell'ultimo mese. Gli investitori sono preoccupati per le incertezze generate da queste minacce commerciali, e gli analisti avvertono che gli Stati Uniti potrebbero essere esposti a uscite di capitale straniero. L'Unione Europea potrebbe rispondere con dazi propri o con uno strumento più duro, noto come 'strumento anti-coercizione'.
Sebbene i mercati finanziari americani siano liquidi, l'Europa è il maggior creditore degli Stati Uniti, il che complica la situazione. Gli analisti sottolineano che, sebbene il dollaro si sia stabilizzato di recente, l'appetito per la diversificazione cresce, e le minacce commerciali rinnovate aumentano le incertezze economiche, in particolare per paesi come il Regno Unito e la Germania. L'impatto dei dazi potrebbe ridurre la produzione economica dello 0,2%-0,3%, e gli economisti avvertono che gli effetti potrebbero essere più ampi in caso di ritorsioni da parte dell'UE.
Fonti
Ameninţările lui Trump cu tarife împotriva Europei, pe fondul disputei privind Groenlanda, reaprind discuţiile despre strategia ”Sell America”
Ameninţările lui Trump cu tarife împotriva Europei, pe fondul disputei privind Groenlanda, reaprind discuţiile despre strategia ”Sell America”
Amenințările lui Trump legate de Groenlanda împing Europa spre o ruptură de Statele Unite
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