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AUR chiede un cambiamento della direzione economica della Romania dopo che la Banca Mondiale ha rivisto al ribasso le proprie previsioni per il 2026 e stima una contrazione dello 0,5% del PIL. Il partito ha dichiarato mercoledì 7 ottobre che la Romania ha bisogno di investimenti e sostegno per le imprese nazionali, non di nuovi aumenti delle tasse o di misure di austerità.
Il partito sostiene che la revisione delle previsioni, dalla stagnazione alla contrazione economica, conferma il deterioramento delle prospettive, sullo sfondo dell’inflazione persistente, del deficit di bilancio e degli elevati costi dell’energia. La Banca Mondiale ritiene che la Romania stia attuando l’aggiustamento fiscale più «ambizioso» della regione, ma il consolidamento fiscale inciderà sulla domanda interna e sulla crescita economica.
AUR propone tre direttrici per il rilancio. La prima riguarda la semplificazione dell’accesso delle PMI ai fondi europei e governativi, attraverso la riduzione della burocrazia e degli ostacoli amministrativi. La seconda prevede la definizione prioritaria degli investimenti nelle infrastrutture critiche, nell’energia, nell’agricoltura e nella reindustrializzazione, per sviluppare la produzione e creare posti di lavoro. La terza misura consiste nell’introduzione di schemi flessibili di garanzia e cofinanziamento per le imprese romene.
Secondo la Banca Mondiale, l’economia potrebbe tornare a crescere di circa l’1,9% nel periodo 2027-2028, grazie al rallentamento dell’inflazione e alla ripresa dei redditi reali. AUR sostiene che il rilancio debba basarsi sugli investimenti, sulla produzione interna e sul capitale nazionale.
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