Le autorità turche hanno annunciato mercoledì la chiusura del portale indipendente di notizie T24, accusato di «propaganda LGBT», nell’ambito della campagna «La mia famiglia è al sicuro», lanciata il 12 settembre. La decisione è stata disposta da un tribunale di primo grado di Istanbul e dovrà essere attuata dalla Direzione per la sicurezza informatica.
Il ministero della Giustizia sostiene che lo scorso anno T24 abbia pubblicato 118 materiali considerati propaganda LGBT e che siano stati chiusi sia gli account internet del portale sia quelli sui social network. T24 ha riferito di aver appreso della misura dalle informazioni pubblicate da altri organi di informazione e di non essere stato notificato ufficialmente. Mercoledì il sito era ancora accessibile e la redazione cercava di capire se la decisione riguardasse tutte le sue pubblicazioni.
L’annuncio arriva dopo che le autorità turche hanno bloccato numerosi account sui social media associati alla comunità LGBT+ ed effettuato arresti in seguito alle proteste ad Ankara, Istanbul e Izmir. L’omosessualità non è criminalizzata in Turchia, ma è fortemente stigmatizzata. Il presidente Recep Tayyip Erdoğan ha definito più volte la comunità LGBT+ «perversa».
고,Fonti
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