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Begoña Gómez, moglie del premier spagnolo Pedro Sánchez, è stata rinviata a giudizio per traffico di influenze e appropriazione indebita, al termine di un’indagine sulle sue attività presso l’Università Complutense di Madrid. Il giudice non ha disposto alcuna misura cautelare nei suoi confronti.
Uno dei procedimenti riguarda una dipendente pubblica dell’ufficio del premier, che secondo gli investigatori avrebbe svolto, in realtà, attività private per Begoña Gómez, nel periodo in cui quest’ultima dirigeva un master presso l’università. La situazione potrebbe configurare un’appropriazione indebita di fondi pubblici.
La seconda accusa riguarda il presunto utilizzo dello status di moglie del premier per ottenere sponsorizzazioni destinate al programma di master, fatto qualificato come traffico di influenze. Gómez ha coordinato il programma fino all’inizio dell’anno accademico 2024.
L’indagine è iniziata quasi due anni e mezzo fa, a seguito di una denuncia presentata dal sindacato “Mani Pulite”, sulla base di informazioni apparse sulla stampa. Inizialmente, il giudice aveva contestato quattro capi d’accusa, ma, in seguito al ricorso della difesa, ne sono rimasti soltanto due.
Il governo spagnolo ha criticato la decisione, che considera arbitraria e motivata politicamente. Begoña Gómez e Pedro Sánchez sostengono che le accuse facciano parte di una campagna di denigrazione orchestrata dall’estrema destra e dall’opposizione. Il caso si inserisce in un contesto più ampio di indagini su presunti atti di corruzione nella cerchia vicina al premier.
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