Gli Stati Uniti hanno speso circa 38 miliardi di dollari nei primi sei mesi della guerra con l’Iran, secondo una stima del Congressional Budget Office (CBO), citata da Agerpres. I costi potrebbero aumentare di altri tre miliardi di dollari per ogni mese in cui il conflitto continua.
La maggior parte delle spese deriva dal rapido consumo di munizioni. Il CBO stima che il ricostituzione delle scorte militari statunitensi potrebbe richiedere fino a cinque anni. Reuters ha riferito ad agosto che gli Stati Uniti hanno utilizzato «praticamente tutti» i missili di precisione a lungo raggio disponibili durante la guerra.
Un rapporto dell’Ispettore generale del Pentagono, citato dall’AFP, mostra che l’operazione «Epic Fury», condotta tra il 28 febbraio e il 30 giugno, è costata circa 33,4 miliardi di dollari. Di questa somma, 22,3 miliardi di dollari sono stati spesi per le munizioni utilizzate.
Il conflitto ha inoltre portato a un aumento dei prezzi dell’energia e potrebbe far crescere l’inflazione dello 0,5% nei primi tre mesi del 2027. Un professore di Harvard stima che la guerra potrebbe costare, alla fine, mille miliardi di dollari. Le stime arrivano in un contesto in cui il bilancio federale statunitense è già sottoposto a forti pressioni, mentre l’esaurimento delle scorte solleva interrogativi sulla capacità degli Stati Uniti di rispondere a eventuali conflitti futuri. Il CBO ha precisato che il Dipartimento della Difesa non ha collaborato con gli auditor finanziari del Congresso.
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