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L’UE chiede alla Russia dati dopo la morte di un lavoratore di laboratorio con sospetta peste polmonare

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7 ottobre 2026, 18:56
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Il Comitato dell’UE per la sicurezza sanitaria ha discusso mercoledì l’incidente segnalato a Irkutsk insieme all’ECDC e all’Organizzazione mondiale della sanità, mentre la Commissione ha chiesto alla Russia informazioni epidemiologiche e microbiologiche rapide e trasparenti. L’ECDC afferma che le informazioni disponibili sono limitate, che la diagnosi di peste polmonare è soltanto sospetta e che non sono stati segnalati casi secondari né prove di trasmissione sostenuta tra le persone.

L’Unione europea chiede alla Russia informazioni epidemiologiche e microbiologiche dettagliate dopo la morte segnalata di un lavoratore di laboratorio di Irkutsk che soffriva di una polmonite sospettata di essere peste polmonare. Il Comitato dell’UE per la sicurezza sanitaria discuteva il caso mercoledì 7 ottobre insieme agli Stati membri, al Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) e all’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), mentre la diagnosi e la portata dell’incidente restano non confermate.

In breve
Un lavoratore di laboratorio di Irkutsk è morto dopo aver sviluppato una polmonite sospettata di essere peste polmonare, secondo le informazioni monitorate dall’ECDC.

L’ECDC precisa che le informazioni disponibili sono limitate e non presenta la diagnosi come confermata.

Finora non sono stati segnalati casi secondari e non vi sono prove di una trasmissione sostenuta da persona a persona.

Il Comitato dell’UE per la sicurezza sanitaria ha discusso l’incidente il 7 ottobre insieme all’ECDC e all’OMS, mentre la Commissione ha chiesto alla Russia dati rapidi, affidabili e trasparenti.

La Commissione non ha annunciato restrizioni ai viaggi o all’ingresso nell’UE e non ha confermato che tali misure siano in preparazione.

Il 6 ottobre l’ECDC ha annunciato di seguire da vicino la situazione dopo la morte segnalata di un dipendente di laboratorio di Irkutsk. La persona avrebbe sviluppato una polmonite sospettata di poter essere la forma polmonare della peste, ma l’agenzia europea sottolinea che le informazioni disponibili sono per il momento limitate.

Questa distinzione è essenziale per la valutazione dell’incidente. L’ECDC non afferma che esista una diagnosi confermata di peste polmonare e non descrive la situazione come un focolaio. L’agenzia afferma che, sulla base delle informazioni attualmente disponibili, non sono stati segnalati casi secondari e non vi sono prove di una trasmissione sostenuta da persona a persona che indichi una diffusione più ampia.

Nel briefing della Commissione del 7 ottobre, la portavoce Eva Hrncirova ha confermato che l’incidente veniva discusso quel giorno dal Comitato per la sicurezza sanitaria, la struttura attraverso la quale la Commissione e gli Stati membri coordinano la risposta alle gravi minacce sanitarie transfrontaliere. Alle discussioni partecipavano l’ECDC e l’OMS.

La Commissione ha chiesto alle autorità russe di fornire rapidamente e in modo trasparente informazioni affidabili sull’incidente, in particolare risultati epidemiologici e microbiologici. Questi dati sono necessari per stabilire l’agente patogeno, le circostanze dell’infezione e l’eventuale presenza o assenza di ulteriori casi.

Al momento, le fonti europee disponibili non consentono di stabilire la causa esatta del decesso o il modo in cui il lavoratore di laboratorio sarebbe stato esposto. Non vi sono inoltre dati pubblici sufficienti per determinare se l’incidente sia rimasto limitato all’ambiente di laboratorio. L’ECDC continua a monitorare la situazione ed è in contatto con l’ufficio regionale dell’OMS per l’Europa.

La peste è causata dal batterio Yersinia pestis, che circola naturalmente in alcuni piccoli mammiferi e nelle loro pulci. L’OMS distingue diverse forme cliniche della malattia, tra cui la peste bubbonica e quella polmonare. Quest’ultima può essere trasmessa attraverso particelle respiratorie infette ed è grave se non viene trattata rapidamente.

L’ECDC precisa tuttavia che la trasmissione della peste polmonare richiede generalmente un contatto stretto e prolungato con una persona infetta che presenta già sintomi. L’agenzia aggiunge che nell’UE non è stato registrato alcun caso di peste da diversi decenni e che gli antibiotici disponibili sono efficaci quando la diagnosi e il trattamento vengono effettuati tempestivamente.

Queste caratteristiche generali della malattia non stabiliscono che cosa sia accaduto a Irkutsk. La scheda dell’OMS descrive l’epidemiologia e il trattamento della peste in generale e non costituisce una conferma indipendente del fatto che il lavoratore russo sia stato infettato da Yersinia pestis.

Durante il briefing, alla Commissione è stato chiesto anche se l’incidente potesse portare a ulteriori restrizioni per i cittadini russi che entrano nell’UE. La risposta non ha confermato una simile misura. La Commissione ha precisato che la valutazione della situazione era in corso e che in questa fase non poteva indicare se sarebbero stati necessari ulteriori interventi.

Di conseguenza, il monitoraggio europeo si concentra per ora sull’acquisizione di informazioni sufficienti per valutare il rischio. L’assenza di casi secondari segnalati è un elemento rilevante, ma non sostituisce l’indagine epidemiologica e microbiologica richiesta alla Russia e non consente conclusioni definitive prima di ottenere ulteriori dati.

https://2eu.brussels/ro/news/ue-cere-rusiei-date-dupa-moartea-unui-lucrator-de-laborator-cu-suspiciune-de-ciuma-pneumonica

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