Marius Lulea, fondatore e primo presidente dell’AUR, sostiene di essere ancora membro del partito e critica duramente il leader George Simion. Le dichiarazioni sono state rilasciate mercoledì ad Antena 3 CNN, nel contesto della disputa sulla sua esclusione dalla formazione.
La dirigenza dell’AUR ha affermato che Lulea è stato escluso perché non avrebbe pagato la quota associativa per più di un anno. L’ex primo vicepresidente ha però pubblicato documenti bancari che, a suo dire, dimostrano l’adempimento dei suoi obblighi e ha chiesto a George Simion e Dan Dungaciu di presentare prove analoghe.
Lulea sostiene che un partito non possa espellere i propri membri per opinioni scomode e accusa l’esistenza di una «dittatura» nell’AUR. Afferma che la formazione divide la società per ottenere percentuali elettorali e avverte che le promesse politiche saranno sanzionate dagli elettori se il partito arriverà al governo.
Il fondatore dell’AUR sostiene di avere visioni diverse da quelle di Simion riguardo alla direzione del partito, ma nega di puntare a tornare alla guida. Ha affermato che nessun presidente di partito è permanente e che diversi membri condividono la sua posizione.
Lulea ha criticato anche le pressioni politiche legate al caso di Călin Georgescu, affermando che la giustizia deve essere protetta da ultimatum e influenze politiche. La disputa è scoppiata dopo le dichiarazioni di Dan Dungaciu e Petrișor Peiu riguardo al suo status nel partito.
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