La Corte Suprema di Israele ha deciso domenica di imporre sanzioni finanziarie agli ebrei ultraortodossi che rifiutano l'arruolamento obbligatorio nelle forze armate. Il tribunale ha sottolineato che, in assenza di misure concrete per garantire il rispetto dell'obbligo di incorporazione, è necessaria l'applicazione diretta della legge. Il governo israeliano, guidato dal premier Benjamin Netanyahu, ha finora rinviato il voto in parlamento per una legge che regolamenti l'arruolamento degli ultraortodossi, preferendo una proposta che consente loro di evitare il servizio militare.
Attualmente, nel contesto dei conflitti nella Striscia di Gaza e in Libano, molti israeliani sono mobilitati, mentre gli studenti delle scuole religiose beneficiano di esenzioni. La Corte ha chiesto l'eliminazione delle agevolazioni finanziarie per gli ultraortodossi, come le tasse locali e i sussidi. Il leader del partito ultraortodosso Shas ha criticato la decisione, sostenendo che influisce sul fondamento dell'esistenza del popolo ebraico. Gli ultraortodossi rappresentano circa il 14% della popolazione ebraica in Israele.
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