La Commissione Europea ha presentato mercoledì iniziative nell'ambito del programma 'Made in Europe', destinate a sostenere la reindustrializzazione del continente e a migliorare la competitività nei confronti della Cina. La legge 'accelerazione industriale', proposta dal vicepresidente Stéphane Séjourné, mira a mantenere e decarbonizzare i settori chiave, come l'industria automobilistica, che affronta sfide economiche e l'aumento dei costi energetici. L'obiettivo è che l'industria rappresenti il 20% del PIL europeo entro il 2035, rispetto al 14% attuale, attraverso l'introduzione di una 'preferenza europea' che imponga alle aziende strategiche di utilizzare componenti locali quando beneficiano di fondi pubblici. Il Ministero francese dell'Economia ha espresso preoccupazioni sul fatto che le proposte non proteggano sufficientemente gli interessi nazionali, chiedendo un rafforzamento dei vantaggi per i produttori europei. I negoziati tra gli Stati membri sono stati difficili, ma l'urgenza dell'azione ha determinato un allineamento più ampio, anche da parte della Germania. Tra i settori interessati ci sono le automobili, le tecnologie decarbonate e le industrie pesanti, con requisiti rigorosi per l'uso di materiali locali. Tuttavia, gli siderurgici si sono dichiarati delusi dal fatto che non sia imposta l'uso dell'acciaio europeo. Il progetto di legge richiederà l'approvazione degli Stati membri e del Parlamento Europeo e mira anche a obblighi per gli investimenti stranieri in settori chiave, tenendo presente in particolare la competizione con la Cina.
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