I governi degli Stati membri dell’Unione europea negoziano un progetto di legge sull’accelerazione industriale, che concederebbe un trattamento preferenziale ai prodotti europei negli appalti pubblici. La misura riguarderebbe settori come l’industria automobilistica, l’acciaio e le tecnologie ecologiche, ma gli Stati membri non hanno raggiunto un accordo sulla definizione di «prodotto europeo».
La Germania sostiene il principio «Fabbricato in Europa» e vuole che le regole includano i partner commerciali dell’UE che offrono alle imprese europee un accesso equivalente ai propri appalti pubblici. La ministra dell’Economia, Katherina Reiche, ha menzionato Norvegia, Svizzera e Canada. La discussione si svolge anche nel contesto della proposta di concedere a Ottawa lo status di membro «associato» dell’Unione.
La Francia sostiene un approccio più rigoroso, limitato ai 27 Stati membri. La Spagna propone un compromesso basato su tre cerchi: gli Stati dell’UE, i Paesi dello Spazio economico europeo e i partner con accesso reciproco agli appalti, vale a dire gli Stati con accordi commerciali o in grado di fornire componenti critici.
L’Italia non ha ancora una posizione chiara, sostenendo soltanto una preferenza aperta ai partner strategici. L’Irlanda, che detiene la presidenza di turno del Consiglio dell’UE, spera in un compromesso entro dicembre.
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