Prima del voto in Parlamento sul bilancio, il Governo di Parigi ha annunciato che l'economia francese sarebbe cresciuta solo dello 0,5% nel 2026 e che l'obiettivo di un deficit di bilancio pari al 5% del PIL non poteva più essere raggiunto. Il Ministro delle Finanze ha attribuito la revisione alle incertezze politiche interne, all'aumento dei prezzi dell'energia, alle condizioni meteorologiche estreme durante l'estate e all'aumento dei costi di finanziamento, mantenendo tuttavia la previsione di crescita per l'anno successivo.
Parallelamente, la Francia si trovava ad affrontare ampie proteste e una pressione di bilancio sempre più evidente: il debito pubblico era arrivato a circa 3.500 miliardi di euro, mentre il rendimento delle obbligazioni francesi decennali era salito al 5,14% (il livello più elevato dal 2002). Il Governo respingeva anche le richieste di modifica del calendario presidenziale, invocando il rischio di nuovi atti di violenza dopo le proteste precedenti e sostenendo che le elezioni dovessero svolgersi nelle date stabilite.