A ottobre, la Francia è stata colpita da proteste degenerate in violenze, saccheggi e distruzioni in diverse città, tra cui Marsiglia, dove sono stati incendiati e vandalizzati edifici pubblici. Il presidente Emmanuel Macron ha chiesto che le scene di «caos» del 17 ottobre non si ripetessero, mentre il Governo ha deciso che i futuri percorsi delle manifestazioni fossero mantenuti al di fuori dei centri cittadini per proteggere i negozi e l’ordine pubblico.
In un contesto di preoccupazione per nuovi scontri, le autorità hanno annunciato mobilitazioni sempre più consistenti: la polizia è stata potenziata, con la possibilità di impiegare unità speciali, elicotteri, idranti e veicoli blindati, mentre i militari avrebbero dovuto proteggere gli obiettivi sensibili. Durante le proteste precedenti sono stati segnalati migliaia di arresti e il giornale ha menzionato anche l’impatto economico sul commercio.
Al contempo, il governo ha collegato l’escalation alle accuse di infiltrazione di alcuni gruppi e all’influenza dei social network. Il ministro dell’Interno Laurent Nuñez ha riconosciuto le proprie responsabilità dopo le violenze del 17 ottobre, mentre Macron ha respinto le sue dimissioni, ordinando l’applicazione rapida di misure contro coloro che erano coinvolti nei saccheggi e nei disordini.