In seguito all'adozione del sedicesimo emendamento alla Legge fondamentale, la durata del mandato del primo ministro ungherese è ora limitata a otto anni, calcolata retroattivamente dal 1990. La proposta, iniziata dal Partito Tisza, è stata adottata nell'Assemblea Nazionale e mira, tra l'altro, all'abolizione dell'Ufficio per la Protezione della Sovranità.
L'emendamento ha generato controversie, poiché limita i mandati del primo ministro in modo personalizzato, impedendo a Viktor Orbán di tornare in carica. Orbán ha criticato la proposta, definendola una "legge brutta".
Esperti in diritto costituzionale, come Zoltán Lomnici Jr., hanno sottolineato che la legislazione personalizzata e retroattiva contravviene ai principi dello stato di diritto, evidenziando che le leggi dovrebbero essere generali e non mirare a individui specifici. Questa modifica ha suscitato preoccupazioni riguardo al futuro della democrazia in Ungheria.
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