Una delegazione di osservatori del Consiglio d'Europa ha espresso profonde preoccupazioni riguardo al carattere democratico del processo elettorale in Ungheria, prima delle elezioni parlamentari programmate per il 12 aprile. Pablo Hispan, capo della delegazione da parte dell'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa (APCE), ha sottolineato la questione cruciale: "È l'Ungheria una democrazia competitiva o uno stato catturato da un solo partito?" A seguito degli incontri a Budapest, la delegazione ha osservato un "clima tossico" nel paese, evidenziando non solo il risultato delle elezioni, ma anche l'apertura e l'equità della competizione democratica.
Le preoccupazioni includono messaggi di campagna aggressivi e ingannevoli, così come l'uso abusivo delle risorse statali a fini di parte. Inoltre, è stato segnalato l'accesso limitato a informazioni pluraliste e indipendenti per gli elettori. In questo contesto, il partito di centro-destra Tisza, guidato da Peter Magyar, ha guadagnato terreno rispetto alla formazione di governo Fidesz, con intenzioni di voto del 56% rispetto al 37% per Fidesz, secondo i sondaggi recenti. Le elezioni di aprile rappresentano la sfida più seria per Viktor Orban negli ultimi 16 anni, ma il risultato rimane incerto a causa del numero elevato di elettori indecisi.
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